Ddl Stabilità, tetto e franchigia strangolano le detrazioni fiscali. E il mutuo uccide le agevolazioni COMMENTA  

Ddl Stabilità, tetto e franchigia strangolano le detrazioni fiscali. E il mutuo uccide le agevolazioni COMMENTA  

ROMA – Hai mutuo? Allora scordati qualsiasi tipo di detrazione! Brutta sorpresa per le circa un milione di famiglie che hanno stipulato un mutuo.

Stretti nella morsa di tetto e franchigia, introdotti dall’ultima Manovra finanziaria del governo, il ddl Stabilità, i futuri compilatori di 730 dovranno dire addio a tutti gli sconti fiscali che rendevano un po’ più agevole ingoiare il boccone amaro della dichiarazione dei redditi. Sulla prossima dichiarazione dei redditi, infatti, incideranno in maniera letale (per le detrazioni) gli interessi passivi sui prestiti ottenuti per comprare una casa, che elimineranno le possibilità di agevolazione fiscale.

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Prima della “stabilità” teorizzata dall’ultimo ddl, con un mutuo veniva sottratto dall’imposta il 19% di quella voce per poi recuperare sulle spese per scuola, sport, veterinario, funerale, affitto del figlio universitario fuori sede, cane per i ciechi, assistente dei sordomuti, premi assicurativi, badanti, erogazioni liberali varie. Bei tempi andati

Il ddl Stabilità fissa due nuovi criteri per (quasi tutte) le detrazioni: una franchigia di 250 euro e un tetto di 3 mila euro. I contribuenti con un reddito superiore ai 15 mila euro lordi, quindi, possono detrarre spese superiori solo ai 250 euro, nel limite massimo totale di 3 mila, abbassandolo di mille euro rispetto a prima. Un tetto davvero bassino, visto che bastano gli interessi del mutuo sulla prima casa a far sbattere la testa del contribuente. In più, la quota effettiva che fa scendere l’imposta si ferma al 19% di quel nuovo tetto, cioè 570 euro. Dunque, se è concessa una metafora edilizia, con l’abbassamento del tetto e l’innalzamento dello scalino della franchigia, la stanza delle detrazioni subirà una perdita volume calpestabile, scendendo dai precedenti 760 euro ai già citati 570.

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Non saranno solo i mutui, però, a rendere le tasche degli italiani contribuenti ancora più povere. Repubblica ha riportato i calcoli effettuati dagli esperti del Sole 24 Ore sugli effetti combinati di tetto e franchigia, che comporteranno per chi ha un reddito sopra i 15mila euro l’anno dolorose riduzioni degli sconti sull’Irpef, costringendoli a pagare più tasse. Le riduzioni degli sconti Irpef riguarderanno molte voci importanti per il bilancio familiare, che vanno dal 25% per le spese sanitaria (11,3 milioni di contribuenti), al 40% per le assicurazioni sulla vita (5,3 milioni di contribuenti), fino al 31% per le spese sull’istruzione dei figli.


Tuttavia, per una volta non saranno i giovani a pagare lo scotto più alto delle manovre di governo. A loro il mutuo non lo concedono proprio.

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