De Gregorio accusa Berlusconi : mi ha comprato per far cadere il Governo Prodi

Roma

De Gregorio accusa Berlusconi : mi ha comprato per far cadere il Governo Prodi

Berlusconi è finito ancora una volta nel mirino della magistratura, solo che adesso rischia seriamente di finire dietro le sbarre. Secondo i pm di Napoli avrebbe corrotto l’ex senatore Idv De Gregorio inducendolo a passare al centrodestra e far cadere il traballante governo Prodi nel 2008,( alle prese con i soliti problemi di numeri, per cui al Senato ogni singolo voto è decisivo).

A De Gregorio sarebbero stati offerti 3 milioni e la presidenza della Commissione Difesa; di questi uno è stato versato regolarmente all’associazione” italiani nel mondo” di De Gregorio, gli altri due invece, sono stati recapitati “in nero” tramite il faccendiere Valter Lavitola, caro amico del Cavaliere.

Nella faccenda sono coinvolti anche altri deputati e senatori, ma solo l’ex dipietrista ha avuto l’ardire di parlare davanti al pm Woodkcock , ( secondo indiscrezioni, perché deluso dal fatto di non essere stato ricandidato), raccontando come si sono svolti i fatti in maniera dettagliata nel timore di finire in manette.

L’ipotesi della vendetta per la mancata ricandidatura è scaturita proprio da uno dei racconti di De Gregorio, il quale ha affermato che Berlusconi gli avrebbe garantito un seggio a vita ( almeno finchè il Cavaliere fosse stato in carica):

Ecco cosa disse infatti De Gregorio a Dell’Utri “ Guarda, Marcello, voglio soltanto dirti quali sono le cose che ho fatto per il presidente Berlusconi, in base alle quali, non volendomi candidare, credo di meritare in qualche modo un riconoscimento per il mio futuro”

Le prime dichiarazioni di De Gregorio risalgono al 28 dicembre 2012. Rivolgendosi ai magistrati disse:
“non voglio giustificare né a voi né a me stesso di aver ricevuto due milioni in nero. Ho commesso un reato. Non mi domando perché Berlusconi affidasse al dottor Lavitola la pratica di consegnarmi il denaro. Io avevo detto al presidente Berlusconi che mi sarebbero serviti tre milioni.

Inizialmente –secondo i racconti di De Gregorio- avrebbe avuto contatti con l’avvocato Ghedini, Verdini e Dell’Utri, tramite i quali venne sancito il “patto”

Ghedini tuttavia afferma che con lui Forza Italia aveva stipulato un accordo“ perché curasse la politica del centrodestra negli stati stranieri”- poi aggiunge “è andato a dire ai nostri avvocati che era pressato dai pm, chiedendo aiuti”.  Ghedini &CO non l’avrebbero aiutato, ma l’avvocato tiene a precisare che la richiesta “non è stata portata nella forma del ricatto”

De Gregorio , sentito nuovamente dai pm disse “devo ammettere che l’accordo si consumò nel 2006 e che il mio incontro a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi servì a sancire che la previsione di cassa, di necessità complessiva, era di tre milioni di euro e che immediatamente partirono le erogazioni a mio vantaggio. Il primo versamento arrivò al luglio 2006, un mese dopo la mia elezione a presidente della Commissione Difesa”.

Ovviamente i diretti interessati si sono immediatamente apprestati a smentire tali dichiarazioni, a cominciare da Berlusconi il quale sostiene che De Gregorio ha parlato perchè minacciato dai pm.

La cassetta sequestrata al Monte dei Paschi non appartiene a Berlusconi, ma a Forza Italia “se ce lo chiedono la apriamo senza difficoltà”- queste le parole di Ghedini che insiste, in maniera “avvocatesca” sul fatto che prima di lanciare accuse bisogna dimostrare i fatti.

Poi aggiunge, parlando dei tre milioni “ uno è dichiarato con regolare contratto depositato alla camera e al senato. Da dove arrivano gli altri due non lo sappiamo. De Gregorio dice che glieli ha dati Lavitola ma quest’ultimo nega”.

Proprio su Lavitola è l’affondo finale del Cavaliere- L’uomo era il patron dell’Avanti nonché il faccendiere che si occupava di organizzare megafeste in Sardegna e autore di una lettera ( agli atti) in cui elenca i favori fatti a Berlusconi ,tra cui la compravendita di senatori nel 2006. Berlusconi , in riferimento alla lista, si difende “non l’ho mai ricevuta” e nella lettera “non c’è nessuna dichiarazione sui 2 milioni”.

Secondo l’accusa tuttavia Lavitola avrebbe ricevuto altri 5 milioni per la “campagna acquisti”, ma Berlusconi insiste dicendo che già all’epoca il patron di Avanti era latitante.

Ultima considerazione dell’ex premier è che avrebbero potuto versare tutti i soldi direttamente a “italiani nel mondo”. Precisiamo che in quel periodo con Forza Italia erano alleati il movimento di Gianfranco Rotondi e quello di Alessandra Mussolini e la loro alleanza avrebbe fatto confluire  i rispettivi rimborsi elettorali a Fi: se avessero dichiarato cifre maggiori a “italiani nel mondo” il centrodestra avrebbe certamente protestato.

Nonostante Berlusconi continui a difendere l’indifendibile, le ricevute dell’ex senatore smentiscono i fatti.

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