De Laurentiis: "Quando ho preso il Napoli, era solo un pezzo di carta. Volevo Allegri"
De Laurentiis: “Quando ho preso il Napoli, era solo un pezzo di carta. Volevo Allegri”
Calcio

De Laurentiis: “Quando ho preso il Napoli, era solo un pezzo di carta. Volevo Allegri”

De Laurentiis: "Quando ho preso il Napoli, era solo un pezzo di carta. Volevo Allegri"
De Laurentiis: "Quando ho preso il Napoli, era solo un pezzo di carta. Volevo Allegri"

De Laurentiis rivela la situazione del Napoli, nel 2004. Ma anche i capricci di Higuain e il sogno di avere Allegri in panchina, prima di chiamare Benitez.

E’ una lunga intevista, quella rilasciata da Aurelio De Laurentiis al quotidiano spagnolo El Pais al quale il patron azzurro ha sviscerato la sua esperienza maturata finora come presidente del Napoli. E si è, soffermato, ovviamente, sul trepidante confronto contro il Real Madrid, partita ritorno degli ottavi della UEFA Champions League 2016/2017, che si giocherà stasera 8 marzo, alle 20.45. Il Napoli dovrà provare a ribaltare il 3-1 subito al Santiago Bernabeu nella gara di andata.

Quando ho preso il Napoli era solo un pezzo di carta“. Così esordisce De Laurentiis. Secco e orgoglioso. Quando rilevò il Napoli, il club era appena fallito. Siamo nell’estate 2004. “Non c’era più nulla – prosegue – Solo uno stemma e un’asta per acquistare un pezzo di carta.

Era un mondo che non conoscevo. Durante i primi due anni, ho investito qualcosa come 120 milioni di euro. Ma il Napoli è l’unica squadra, in Italia, che ha partecipato, per ben 7 anni consecutivi, alle competizioni europee”.

Le rivelazioni di De Laurentiis a El Pais, si sprecano. “Ricordo che Higuain aveva una clausola rescissoria di 90 milioni di euro. Insieme a noi, ha trascorso uno dei suoi periodi migliori. Ma c’è da dire che, a causa di un rigore sbagliato da lui, abbiamo anche perso la qualificazione Champions. Non sono deluso dal suo addio. Del resto, a Higuain non piaceva a giocare con Callejon. Ma io amo Callejon. Ecco perchè gli ho rinnovato il contratto di 4 anni. Non sono certo un uomo che cede ai ricatti!”.

Infine, qualche sogno nel cassetto. Un sogno che si chiama(va) Allegri. “Prima che firmasse Benitez, il mio desiderio era quello di portare in azzurro Massimiliano Allegri.

Avevo davvero un debole per lui, quando era al Milan. Un giorno gli ho chiesto di venire. In realtà, lo chiamai per mesi. Lui mi disse che dovevo aspettare. E così presi Benitez. Poi Allegri mi richiamò e mi disse che poteva. Ma ormai…”

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