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De Rossi: il potere di una firma
Calcio

De Rossi: il potere di una firma

Può una firma cancellare una gestione fallimentare (della precedente gestione) e discutibile (di quella appena insediatasi)? Sicuramente no, eppure i toni trionfalistici che hanno accompagnato l’annuncio di Franco Baldini dell’avvenuto rinnovo del contratto di Daniele De Rossi sembravano più adatti ad un contratto a vita che ad un semplice salvataggio in corner di una situazione che ha rischiato di subire i contorni della farsa. La notizia comunque è che il legame tra il centrocampista della Nazionale ed il club giallorosso proseguirà: per quanto non si sa, ma sul famoso pezzo di carta compare la scritta “giugno 2017”. Cinque anni, quindi: il massimo consentito. Ulteriori dettagli si avranno durante la conferenza stampa già fissata per lunedì pomeriggio a Trigoria.

Pericolo scampato, quindi, e sostanzialmente anche grazie alla generosità del giocatore (si fa per dire per chi firmerà un contratto da sei milioni l’anno) che da cinque giorni avrebbe anche potuto firmare un contratto con un’altra società.

Cosa che potrebbe pure succedere, ma d’ora in poi con il benestare del club visto che, rispettando una precisa volontà del giocatore, nel nuovo accordo è stata inserita una clausola rescissoria (valore ancora top secret) applicabile però solo per un certo periodo di mercato. Come dire: chi vorrà De Rossi nella prossima estate potrà pagare una cifra prestabilita, ma solo per qualche settimana. Si evince che il pericolo-separazione non è ancora scongiurato. Dopo mesi di trattative estenuanti l’accordo con il manager del giocatore Sergio Berti è stato finalmente trovato: peccato che l’ultimo a saperlo sia stato l’ad giallorosso Fenucci che prima della partita parlava di “accordo non ancora raggiunto”.

Dopo il trionfo sull’Inter Baldini ha provato a salvare l’ex dirigente del Lecce, sostenendo che “Fenucci non ha voluto svelare l’intesa prima della partita”, ma l’imbarazzo rimane. Così come quello provocato dall’entusiasmo dello stesso Baldini oltre che da Luis Enrique (“Per cinque anni per fortuna non se ne parlerà” ha detto il tecnico”), che in realtà sono i primi a sapere che il futuro è più che mai incerto.

Ma certo prestazioni come quella contro l’Inter aiutano ad allontanare le (laute) sirene straniere.

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