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Definire la letteratura vittoriana

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Definire la letteratura vittoriana

Iniziamo con la Regina Vittoria

Come con ogni periodo letterario, è difficile, persino impossibile, categorizzare perfettamente e spiegare cosa rende Vittoriana la letteratura Vittoriana. Il tratto più ovvio del periodo, tuttavia, è il suo legame con la monarca inglese regnante di allora. Per questo motivo, sembra ragionevole iniziare qualsiasi discussione della letteratura di quel periodo con uno sguardo alla corrispondenza della Regina. Nelle sue lettere, Vittoria tocca una delle questioni più delicate di allora, “la Posizione delle Donne” (Vittoria, 1547-1552). Questo è un argomento affrontato da molti scrittori del periodo, inclusi Elizabeth Barrett Browning e Johna Stuart Mill. Altri due argomenti che caratterizzano molta letteratura vittoriana sono la lotta tra fede e dubbio, e “La Condizione della Classe Operaia” (Engels 1101-1108). Questi tre argomenti formano molto del contenuto della letteratura vittoriana.

Nelle sue lettere personali e ufficiali, la regina Vittoria rende chiaro che disapprova “il folle e totalmente demoralizzante movimento dei tempi presenti che mette le donne nella stessa posizione degli uomini nelle professioni…” (regina Vittoria 1551). Considerava il movimento per i diritti delle donne “pericoloso e anticristiano e innaturale” e incoraggiava fortemente “chiunque sapesse parlare e scrivere di unirsi al controllo di questa follia dei ‘diritti delle donne’ ” (regina Vittoria 1551, 1552). Vale la pena notare che, anche se la regina sentiva che molti aspetti dell’essere madre e moglie erano difficili e spiacevoli, credeva che “…

Dio ha voluto che fosse così e queste sono le prove che le povere donne devono affrontare..” (regina Vittoria 1550). Questa dedizione ai propri doveri sulla realizzazione personale è uno dei tratti che caratterizza il periodo.

C’erano molte persone che rifiutavano l’idea della separazione forzata delle sfere di influenza femminili e maschili. Nel suo romanzo in versi, Aurora Leigh, Elizabeth Barrett Browning esplora i conflitti tra il ruolo di artista e quello di una perfetta donna Vittoriana. Il cugino di Aurora riassume la visione prevalente dell’epoca molto bene quando dice:

“Grazie a te

Mia cugina! che ho visto te non troppo

strega, studiosa, poetessa, sognatrice, e il resto,

essere anche una donna” (83-87 Libro 2).

Anche gli scrittori di prosa affrontavano la questione del ruolo di una donna. In “The Subjection of Women” il pensatore Utilitarista John Stuart Mill fa l’allora oltraggiosa affermazione “che il principio che regola le esistenti relazioni sociali tra i due sessi, la subordinazione legale di un sesso all’altro, è sbagliata in sè stessa, e ora è uno degli ostacoli principali del progresso umano” (Mill, 1122).

I diritti delle donne non erano l’unico argomento caldo tra gli scrittori Vittoriani.

Il futuro marxista Friedrich Engels scrisse una feroce critica dell’ “ipocrita piano cittadino” che isolava la classe media dalla vista dello squallore e della sofferenza” (Damrosch, e Dettmar 1101). Gli scritti di Engels erano un’accusa del capitalismo, e divennero un “classico del socialismo”. A causa in parte delle teorie avanzate da Charles Darwin, anche l’efficacia della religione veniva messa in discussione nel periodo Vittoriano. Darwin non negava l’esistenza di Dio né il valore del Cristianesimo, ma fece l’affermazione scioccante che la credenza in Dio non è innata o istintiva, ma “è apparentemente il risultato di un considerevole progresso della ragione umana, e di un progresso ancora maggiore della sua immaginazione, curiosità e della sua capacità di porsi delle domande”. (Darwin 1279)

L’epoca vittoriana fu un epoca di cambiamenti sociali, scoperte scientifiche e tecnologiche. Ideologie teologiche e sociali che erano state precedentemente prese per scontate erano adesso messe in discussione.

A suo modo, ogni scrittore importante del periodo affronta almeno una delle questioni dell’epoca. Molte conquiste moderne nell’uguaglianza dei sessi e nei diritti dei lavoratori devono la loro esistenza agli scrittori appassionati del periodo Vittoriano, come anche alcuni risultati meno favorevoli, come l’indebolimento della fede in Dio e il rafforzamento della fede nella scienza. Una comprensione di base degli interessi e dei problemi dei Vittoriani aiuta a mettere in prospettiva alcuni degli argomenti più dibattuti oggi e rivela il fatto che la letteratura non è mai irrilevante.

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