Del Piero: “Avrei voluto chiudere alla Juve. Ma non è stato possibile”

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Del Piero: “Avrei voluto chiudere alla Juve. Ma non è stato possibile”

Delle anticipazioni del libro scritto con Maurizio Crosetti, Giochiamo ancora, si parla ormai da giorni tra falsi d’autore o semplici rumors e di certo la strategia pubblicitaria è indovinatissima facendo aumentare la curiosità verso l’opera che uscirà il 24 aprile. Ma quanto all’intervista rilasciata al numero di Vanity Fair in edicola mercoledì, le interpretazioni stanno a zero. Carta canta, questo Alex ha detto e questo viene riportato, a meno di un’improbabile infedeltà del cronista. E Pinturicchio non c’è certo andato giù leggero gustandosi una fredda “vendetta” nei confronti della società che lo ha messo alla porta con largo anticipo e parzialmente pure dell’allenatore che “mi ha fatto passare la stagione più complicata della mia carriera, perché non sono abituato a giocare poco o niente”. Così, tanto per cominciare.

Non è dato sapere quando queste parole siano state pronunciate, è molto probabile che il tutto risalga a prima della sfida contro la Lazio, lo Zenit della stagione di Alex e forse dell’intera squadra, ma il j’accuse è circostanziato: “Speravo di concludere la mia carriera alla Juve ma non sarà possibile: peccato, sarà come lasciare la mia casa per la seconda volta.

Ma le cose sono cambiate da quando sono arrivato”. In che senso? Alex non specifica, o meglio lo fa indirettamente, parlando dell’inatteso ringraziamento “anticipato” del presidente Agnelli a metà ottobre: “Non me l’aspettavo ma un capitano non deve mai dimenticare i suoi doveri. La Juventus è impegnata al massimo per vincere campionato e coppa Italia, quindi non abbiamo bisogno di polemiche che non mai fatto parte della mia carriera“.

Ma l’affondo più incisivo deve ancora arrivare: “Come ho scritto nel libro io non sono quello che pensano di me un allenatore o un presidente (chiari i riferimenti? ndr) ma quello che dimostro di essere, sono quello che io stesso penso di me. Sarò io per primo a capire quando dovrò smettere. Il momento non è ancora arrivato: la mia passione per il gioco è troppo viva”. Una presa di distanza ben precisa che cancella a questo punto definitivamente i dubbi su un possibile ritorno di fiamma tra le due parti.

Rimangono comunque molti dubbi: Del Piero non poteva certo pensare di poter giocare titolare per l’intera stagione, forse si sarebbe aspettato più spazio in inverno mentre quanto al rapporto con la Presidenza non gli è stato chiesto quanto possa aver influito quel suo proposito di firmare in bianco. Uno scacco matto alla dirigenza che non dev’essere piaciuto ai piani alti. C’è spazio anche per un Del Piero privato che definisce la morte del padre “il dolore più grande della mia vita: ho il rammarico di non avergli detto ‘ti voglio bene’ qualche volta di più e di non avergli fatto conoscerei miei figli”.

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