Delitto di Lignano, la difesa di Reiver Rico: «Sono innocente, mia sorella è stata costretta ad accusarmi» COMMENTA  

Delitto di Lignano, la difesa di Reiver Rico: «Sono innocente, mia sorella è stata costretta ad accusarmi» COMMENTA  

Come nei migliori film sul giornalismo investigativo, lo scoop è costato l’arresto ad alcuni giornalisti italiani a Cuba: Ilaria Cavo, reporter Mediaset di Domenica Live, Fabio Tricarico, operatore Mediaset, Domenico Pecile, cronista del Messaggero Veneto e Stefano Cavicchi, fotoreporter del Corriere della Sera.


I quattro reporter si erano recati a Cuba per svolgere un’indagine giornalistica sul delitto di Lignano Sabbiadoro del 19 agosto, nel quale i due fratelli Reiver (nella foto) e Lisandra Rico hanno ucciso Paolo Burgato e Rosetta Sostero durante una rapina in casa dei coniugi. Mentre la donna ha già confessato gli omicidi, il fratello 24enne è sfuggito alla cattura ed i giornalisti erano a caccia di possibili piste ed informazioni sulla sorte del giovane indagato per omicidio.


L’arresto, però, è stato ricompensato dalle dichiarazioni di Rico, apparse oggi su un articolo pubblicato sul Messaggero Veneto e sul Piccolo a firma di Domenico Pecile«Sono tranquillo, non ho fatto niente, dovevo tornare da mia moglie, perché doveva nascere la mia seconda figlia. È nata il 24 di agosto» sono le parole  con cui il ragazzo ha professato la sua innocenza, prima dell’irruzione degli agenti che hanno arrestato i giornalisti. «Mia sorella è stata costretta a dire quelle cose, non c’entriamo nulla. È opera di gente con le palle. La notte del duplice omicidio ero a casa, tranquillo, perché aspettavo di partire».


 

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