Di Pietro: «Per la Costituzione Monti e Napolitano sono peggio di Berlusconi»

Politica

Di Pietro: «Per la Costituzione Monti e Napolitano sono peggio di Berlusconi»

«C’era una volta la democrazia parlamentare». L’incipit è quello delle favole, ma per Antonio Di Pietro (nella foto) rappresenta l’incubo di una forza “assolutistica” che sta stritolando la Costituzione italiana.

Questi ultimi giorni Di Pietro non li ha passati in silenzio. Ha proposto un’improbabile alleanza con Nichi Vendola e Beppe Grillo, prontamente rispedita al mittente dai due. Ha dato di zombie, con tanto di video dagli effetti romeriani, ai vari leader politici italiani, tra cui Bersani, al tempo ancora un alleato, e il premier Mario Monti.

ROMA – L’ultima dichiarazione del leader dell’Idv, rilasciata in un post pubblicato sul suo blog, non è stata da meno delle precedenti. Di Pietro, infatti, ha accusato Giorgio Napolitano e Mario Monti di attentare alla Costituzione, minando l’autorità del Parlamento: «La nostra Costituzione» asserisce l’ex magistrato insieme a Luigi Li Gotti «è tramortita dalla prepotenza di chi avrebbe tanta voglia di assolutismo, ossia di comprimere la potestà delle Camere.

Era la voglia conclamata di Berlusconi. Pensavamo d’aver raggiunto l’apice. Ci siamo sbagliati: sottovalutavamo Monti-Napolitano».

Come riesce “il monarca” Monti a compiere le sue idee di assolutismo? Secondo Di Pietro e Li Gotti, gli occorrono due cose: una lunga serie di decreti e la complicità del Presidente della Repubblica: «La nostra Costituzione, all’art.70, rammentava che “la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Poi c’era il Governo, anch’esso abilitato a presentare disegni di legge, con una fondamentale differenza: per farlo doveva avere, ogni volta, l’autorizzazione del Presidente della Repubblica, come si legge all’art.87 della Costituzione». Insomma, come ogni studente di giurisprudenza potrà confermare, anche il governo ha la possibilità di presentare «provvedimenti provvisori con forza di legge» e il Capo dello Stato ha il dovere di verificare «la straordinarietà della necessità e urgenza» di questi.

Il Governo Monti, quindi, ricorre ogni due settimane al decreto-legge, che ha 60 giorni di validità) e Napolitano, con la stessa cadenza temporale, confermerebbe la presenza dei criteri di straordinarietà e necessità richiesti.

Il governo, poi, «puntualmente pone la fiducia e così strozza il dibattito parlamentare. Sotto la scure della minaccia-fiducia, infatti, il parlamento vota quella che in verità è una sfiducia con ricatto».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche