Di Pietro: “paccata” di licenziamento in vista per i giovani COMMENTA  

Di Pietro: “paccata” di licenziamento in vista per i giovani COMMENTA  

Il leader dell’IdV, Antonio Di Pitetro, sull’annosa questione della riforma complessa del mercato del lavoro, ha dichiarato: “Il ministro Fornero non solo insulta i lavoratori con battute indecenti come quella di ieri sulla ‘paccata di miliardi’, ma racconta anche bugie. La verità è che di quei miliardi nel progetto di riforma non se ne vede nemmeno l’ombra. Il governo vuole fare le nozze con i fichi secchi enasconde l’assenza di idee e di risorse dietro il polverone ideologico e propagandistico dell’intervento inutile e dannoso sull’art.18.

La riforma degli ammortizzatori sociali si limita a riorganizzare e raggruppare quelli già esistenti senza aggiungere niente di niente. Infatti,non c’è un solo lavoratore in tutta Italia che otterrà, grazie a questa riforma, una copertura che prima non aveva. Ma quando si passa dal dare al prendere il discorso cambia. Per erogare la cassa integrazione straordinaria il governo vuole d’ora in poi che le aziende in crisi dicano subito quello che è impossibile sapere in anticipo, e cioè se alla fine della strada ci sarà il risanamento o la chiusura. Ma come si fa a indovinarlo prima ancora di iniziare il percorso?
E’ una richiesta assurda, che servirà solo a tagliare i due anni di cassa integrazione straordinaria, che nel sud diventano tre, e a incentivare i licenziamenti. Inoltre, il governo vuole eliminare la mobilità e la cassa integrazione in deroga sostituendola con l’Assicurazione sociale per l’impiego, che coprirebbe un periodo più breve ed esattamente le stesse persone perché ne avrebbero diritto solo coloro che vantano almeno due anni di anzianità assicurativa e 52 settimane di lavoro nell’ultimo biennio.

Quindi i giovani precari sarebbero tutti fuori, sarebbe una situazione molto peggiore di quella odierna. Siccome la riforma diventerà operativa in breve tempo, colpirà le aziende già in crisi. Saranno licenziati 200mila lavoratori, senza che ne venga nessun vantaggio per i giovani, che un sacco di ipocriti usano come alibi.

Se i giovani fossero davvero la preoccupazione del governo, la prima misura da prendere sarebbe quella di coprire i buchi sia contributivi che retributivi dei precari, recuperando i fondi necessari dalla lotta all’evasione contributiva, che vale 25 miliardi all’anno. Nel frattempo noi dell’Italia dei Valori proponiamo che siano devoluti a questo scopo i 5 miliardi di utili annui dell’Inps.

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Queste sono ‘paccate di miliardi’ vere e non fatte solo di parole. Queste sono misure necessarie, mentre la modifica dell’art. 18 non creerebbe un solo posto di lavoro in più e non spingerebbe nessuna azienda estera a investire in Italia. Il governo sa benissimo che se le aziende non investono in Italia è per la corruzione, la tassazione proibitiva, la palude della burocrazia e il blocco del credito.
Presto verrà discussa al Senato la nostra mozione, che chiede al governo di ritirare la modifica dell’art. 18 dalla trattativa sul mercato del lavoro. Credo che in quell’occasione il governo debba smettere di procedere come se il Parlamento servisse solo a dare voti di fiducia, e spiegare apertamente, non a noi ma ai cittadini e ai lavoratori, perché non muove un dito per aiutare nè i giovani precari ad avere un reddito certo oggi e la pensione domani, nè le imprese sane che investono in Italia”.

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