Di Pietro: contro la corruzione si può fare di più

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Di Pietro: contro la corruzione si può fare di più

Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, sul nuovo caso di presunte tangenti ad esponenti politici lombardi, ha dichiarato quanto segue: “L’ennesimo caso di tangenti non è certo un fulmine a ciel sereno. Questa volta è toccato al leghista Boni e al suo entourage. È una vicenda gravissima su cui occorre fare luce e che dimostra come da Mani pulite a oggi non sia cambiato nulla. Sembra un film già visto su cui la politica in questi anni ha voluto stendere un velo.


Da sempre ribadiamo la necessità di affrontare e risolvere la questione morale. Infatti, l’Italia dei Valori ha più volte chiesto al Parlamento di mettere all’ordine del giorno i suoi provvedimenti per combattere la corruzione e interrompere l’intreccio perverso tra politica e malaffare. Purtroppo questa classe politica continua a rimanere sorda ai nostri appelli.

Ma noi ci riproviamo: occorre ratificare subito la convenzione di Strasburgo contro la corruzione, che finalmente, grazie all’IdV, sarà all’ordine del giorno la prossima settimana in Senato. E si può fare di più. Infatti, fin dal 1994, ho proposto una legge di tre semplici articoli che, se approvata, consentirebbe all’Italia di avere una classe dirigente e imprenditoriale più pulita. Uno: chi ha subito condanne non può essere candidato. Due: chi è imputato non può svolgere, o continuare a svolgere, incarichi di governo, locale e nazionale. Tre: gli imprenditori che commettono reati contro la Pubblica amministrazione non possono concorrere alle gare d’appalto.

Così avremmo anche un mercato realmente libero, che in questi tempi di grave crisi sarebbe un toccasana per la nostra economia. Ogni anno, infatti, si perdono tra corruzione ed evasione circa 180 miliardi di euro. Insomma, basterebbe realmente poco per estirpare la malapianta della corruzione”.

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