Di Pietro, Italia-Germania: trova le differenze COMMENTA  

Di Pietro, Italia-Germania: trova le differenze COMMENTA  

Il leader dell’IdV, Antonio Di Pietro, sulle differenze tra Italia e Germania, ha dichiarato: “Può essere che nei prossimi mesi arriveranno nel Parlamento italiano i rappresentanti del governo tedesco e viceversa, per spiegare sia al Bundestag che alle Camere le politiche economiche concordate dai due Paesi. Se i due governi riusciranno davvero a mettersi d’accordo, sarà soltanto uno sfacciato spot pubblicitario, un’operazione mediatica fatta di moltissimo fumo e nessun arrosto. Se volesse davvero prendere qualcosa di buono dalla Germania, oltre a eseguire gli ordini sul rigore cieco, il governo italiano avrebbe solo l’imbarazzo della scelta, anche senza contare quell’accordo con la Svizzera per il recupero del prelievo fiscale sui capitali depositati all’estero, che i tedeschi hanno firmato di corsa e di cui il governo italiano non vuole nemmeno parlare. Mi permetto di ricordare al professor Monti un paio di particolari. In Germania lo sviluppo è stato rilanciato grazie a scelte industriali e strategiche opposte a quelle dell’Italia. Le aziende hanno puntato sulla riqualificazione e sulla qualità del prodotto invece che sulla finanziarizzazione come ha fatto la Fiat. Il governo tedesco è intervenuto, quando è stato necessario, per difendere gli asset strategici del Paese. Da noi, invece Monti riesce solo a dire che Marchionne ha il diritto di fare come gli pare. Alla faccia degli italiani e degli immensi aiuti che la Fiat ha ottenuto per decenni dallo Stato italiano senza dare niente in cambio. Secondo esempio: quando nell’agosto scorso è iniziata la fase acuta della crisi europea, i 48 tedeschi più ricchi hanno firmato un appello chiedendo al governo di aumentare se necessario le loro tasse, quelle sui patrimoni cospicui, ma di non toccare lo Stato sociale. Sono sicuro che se ne avesse bisogno il governo tedesco lo farebbe davvero. Da noi, invece, quei pochi italiani che da soli posseggono metà della ricchezza del Paese solo a sentir dire che dovrebbero fare sacrifici commisurati al loro reddito e al loro patrimonio strepitano, puntano i piedi e minacciano il finimondo. Il governo Monti sta sempre dalla loro parte, obbedisce e non li tocca. Questi sono gli abissi che dividono tra l’Italia e la Germania”.

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