Diabete gestazionale dieta: cosa mangiare

Salute

Diabete gestazionale dieta: cosa mangiare

Un’insidia per la dolce attesa che si può tenere sotto controllo con la dieta adeguata: così il diabete gestazionale non rovina la meraviglia in gravidanza!

Molte donne parlano della propria gravidanza come di una condizione quasi idilliaca e, effettivamente, per coloro che non incorrono in particolari problematiche di salute mentre sono in attesa, le cose stanno proprio così! Per le meno fortunate o per le più predisposte, – secondo le statistiche, quattro donne su cento -, si profila invece il cosiddetto diabete gestazionale, un innalzamento anomalo dei livelli glicemici del sangue che, nella maggior parte dei casi, rientra nei livelli di guardia dopo il parto.

Se viene diagnosticato, oltre a mantenere sotto controllo costantemente la glicemia, la futura mamma deve seguire un’opportuna dieta per salvaguardare se stessa ed il bimbo che porta in grembo: molto utile compilare ogni giorno un diario, annotando i cibi consumati e i valori glicemici e non rinunciare assolutamente a fare esercizio fisico, naturalmente di intensità e frequenza adeguate rispetto all’evoluzione della gravidanza.

Essenziale, secondo gli esperti, bere innanzitutto molta acqua e stare alla larga da bevande zuccherate e alcolici.

La dieta più corretta per le donne con diabete gestazionale è, di fatto, molto simile a quella consigliata per le gravidanze normali, ma bisogna introdurre una quantità maggiore di proteine e rispettare una tabella oraria rigorosa, per distribuire al meglio le quantità di proteine, carboidrati e lipidi nell’arco della giornata.

Cosa evitare completamente? Tutti gli alimenti e le bevande dolci, caramelle comprese!

Entrando nel dettaglio, i diabetologi prescrivono la dieta basandosi su macro-gruppi di cibi interscambiabili tra loro, secondo il cosiddetto “principio degli equivalenti” (carne, pane, latte, grassi, verdura e frutta), per far sì che si possa mantenere la giusta varietà nel mangiare, rispettando anche i gusti personali.

Nel gruppo “carne” sono comprese tutte le proteine di derivazione animale, quindi anche uova, formaggi e pesce e le proteine vegetali, ad esempio quelle dei legumi.

Per “pane” di intendono i carboidrati dei prodotti di panificazione, di tutti i cereali, delle patate, del mais (anche sottoforma di polenta e pop corn), di pasta e riso e, anche se può sembrare strano, dei piselli freschi.

Nell’insieme “latte”, si catalogano il latte vaccino, anche in polvere, yogurt e latticini, tutti fondamentali per l’apporto di calcio a mamma e bambino.

I “grassi” servono a dare energia, ma bisogna stare attente a non esagerare per non prendere peso.

I condimenti animali e vegetali e le salse fanno parte di questo raggruppamento.

Le “verdure” da preferire sono quelle ricche di fibre e vitamine A e C: via libera a carote, pomodori, verdure a foglia verde, spinaci, rape cavoli e cavolini, asparagi e broccoli, ricchi anche di ferro. Semaforo verde anche per lattuga, rapanello, cicoria, cetriolo crescione e per tutti i sottaceti.

La “frutta”, infine, può essere consumata abbastanza liberamente grazie alle fibre contenute che tengono a bada la glicemia, soprattutto frutti di bosco, agrumi, uvaspina e papaya, ma anche pesche, albicocche, cachi, mango e meloni, tutti carichi di vitamine e sali minerali, utili allo sviluppo del feto.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche