Diaz di Daniele Vicari: tra violenze e non detti COMMENTA  

Diaz di Daniele Vicari: tra violenze e non detti COMMENTA  

“Diaz-Don’t clean up this blood!” esce nei cinema italiani il 13 Aprile a 11 anni dai fatti di Genova. Da quei fatti che la stessa locandina ribadisce essere stata “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.

Il film racconta le violenze e le torture perpetrate dalla polizia sui manifestanti, prima nella scuola Diaz e poi nella caserma di Bolzaneto. Il film segue, come anche il regista più volte ha sostenuto, quanto detto e dimostrato dagli atti processuali. Il film va visto, per non dimenticare, per ricordare, per riflettere. Ma questo film di tale portata e importanza dimentica, secondo Vittorio Agnoletto, uno dei leader del movimento no global, parti importanti della Storia. Nel suo blog Agnoletto fa un puntuale resoconto di quei non detti del film, il quale non cita le responsabilità dello Stato, dei capi della Polizia, ignora e non parla di De Gennaro, l’ allora capo della polizia, di Scajola, della visita di Castelli, nomina i black bloc senza spiegare in fin dei conti chi sono.

Il risultato all’uscita dal cinema è sì sdegno, ma la decontestualizzazione dei fatti fa apparire le violenze di Genova un caso isolato e dovuto a poche teste calde.

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