Recensione film ‘Diciotto anni dopo’

Cultura

Recensione film ‘Diciotto anni dopo’

Diciotto anni sono passati da quel misterioso incidente in cui morì la loro madre, diciotto anni che Mirko e Genziano non si parlano. Tante cose sono cambiate: Mirko si è sposato, ha un figlio e ha proseguito l’attività di meccanico nell’officina del padre, mentre Genziano è un uomo d’affari a Londra. Per rispettare le ultime volontà del padre, i due sono costretti a portare le sue ceneri in Calabria, a bordo della Morgan, la stessa auto su cui si trovavano nel giorno dell’incidente. Sulla strada incontrano Cate, strana ragazza che viaggia da sola e con cui vivono una serie di avventure e che li aiuterà a ritrovarsi.

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Ironia e dramma si alternano, scene divertenti lasciano spazio a veri momenti sentimentali. Le riprese sono di qualità, regia e interpretazione di Edoardo Leo, assieme a Marco Bonini, hanno reso questo film on the road un vero capolavoro italiano, sebbene sia poco conosciuto.

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Un viaggio attraverso le emozioni, quelle di due fratelli che hanno elaborato il lutto in maniera completamente diversa, l’uno rimanendo bloccato e incapace di aggiustare la realtà che gli sta attorno, l’altro alienato e immerso nel proprio lavoro.

Un viaggio attraverso la memoria, quella del nonno che racconta a Mirella, moglie di Mirko, i suoi ricordi di quella lontana estate. Un viaggio attraverso il perdono, quello verso se stessi e quello verso gli altri. Un viaggio con i suoi inconvenienti, le sue sorprese e infine la sua meta, che rappresenta un nuovo punto di inizio.

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