Dieselgate, vendite VW bloccate in Italia, Wolfsburg in attesa

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Dieselgate, vendite VW bloccate in Italia, Wolfsburg in attesa

Quel che si dice ‘salviamo il salvabile’.
Questo sembrerebbe l’imperativo della Volkswagen, passata nell’arco di una settimana dall’essere uno dei più grandi gruppi automobilistici del mondo all’avere di fronte a sé la prospettiva di danni diretti e collaterali per un totale superiore al proprio valore economico.


Qualche tempo fa il vice ministro dei trasporti Riccardo Nencini aveva stimato in un milione il numero di veicoli per i quali il coinvolgimento nel cosiddetto dieselgate era da ipotizzare. Molti, nell’immediato, l’avevano considerata un’esagerazione. Ora quei molti stanno diventando sempre meno, anche perché i primi a essere dubbiosi sembrano proprio i vertici della casa automobilistica tedesca.

A confermare il momento di sostanziale smarrimento è arrivata una lettera inviata a tutti i rivenditori italiani da Volkswagen Italia, in cui quest’ultima ha invitato a sospendere “la vendita di tutte le vetture Euro 5, come misura precauzionale in attesa di ricevere ulteriori chiarimenti e dettagli”.
I modelli interessati sarebbero, in totale, diciannove: le Audi A3, A4, A5, A6, TT, Q3 e Q5, le Seat Leon, Altea e Alhambra le Skoda Yeti, Octavia e Superb e le Volkswagen Maggiolino, Sharan, Touran, Golf, Passat e Tiguan.
Il totale dei veicoli coinvolti sarebbe di circa 40 mila unità, un numero elevatissimo, ma che, secondo alcuni, potrebbe anche dover essere ritoccato al rialzo.

“Come sapete” dice la lettera di VW Italia “Volkswagen sta lavorando a pieno ritmo per fare chiarezza su alcune problematiche che riguardano un particolare software utilizzato sui nostri motori Diesel. Come misura precauzionale, vi preghiamo di sospendere, con effetto immediato, la vendita, l’immatricolazione e la consegna dei soli veicoli equipaggiati con motori diesel Euro 5 tipo EA 189”.
Alla soluzione prospettata dall’amministratore di VW Italia Massimo Nordio non si può non riconoscere coraggio, ma è pur vero che la situazione impone di non fare ulteriori passi falsi, perciò il congelamento del mercato appare in qualche modo una scelta obbligata.

Del resto, è probabile che a Wolfsburg stiano pensando a come venire fuori dal pantano e prendano in considerazione l’ipotesi che, in qualche modo, si decida di andare incontro a VW.

Le dimensioni di questo scandalo, infatti, potrebbero essere tali da indurre qualcuno a propendere per qualche perdono supplementare, più conveniente in un immaginario bilancio costi benefici economici.

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