Dipinti e lacrime: storie di gente che ha pianto davanti a un quadro COMMENTA  

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Dipinti e lacrime: storie di gente che ha pianto davanti a un quadro.

Sembra una frase appartenente a uno slang giovanile con la formula “Storie di…”, invece è il nuovo libro di James Elkins.

A quanti di voi è capitato di fare a pugni con un’emozione al cospetto di un’opera d’arte? A me personalmente, capita di essere strangolata dalle mie stesse vene che, in subbuglio, diventano animate da vita propria e si arrampicano in ogni profonda sensazione. Al giorno d’oggi si va ad una mostra non solo per interesse personale, ma anche per trovare uno stratagemma con cui impiegare il proprio tempo.

Non è sempre stato così: nel Medioevo, nel Rinascimento, nell’800 e nel 900, uomini e donne, cortigiani e servi, di fronte a un Caravaggio o a un Modigliani piangevano tutti i loro liquidi: di interiorità, di difficoltà, di turbamento, di momenti storici che avevano come colonna sonora gli spari e le bombe. L’intensità con cui ci si affacciava ad un quadro era la stessa con cui si viveva: totalmente e profondamente. Attraversare tutti i luoghi umbratili e sapere perchè, quanta densità hanno, come hanno fatto a manifestarsi con quella potenza. Nel libro di James Elkins si viaggia all’indietro per andare avanti: si prende la rincorsa per aggiungere ed arricchire, a quello già esistente, un nuovo modo di osservare.


Dipinti e lacrime: storie di gente che ha pianto davanti a un quadro, è una lettura che consiglio vivamente.

 

Erika Mennella

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