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Diritti tv ex Dahlia: Mediaset si chiama fuori

Serie Minori

Diritti tv ex Dahlia: Mediaset si chiama fuori

I gol, mancati, di Inter-Roma li hanno visti tutti, al pari della tripletta di Cavani al Milan. Le prodezze di Giovinco invece hanno avuto molto meno pubblico, mentre qualcuno in più ha ammirato i gol che hanno riportato il Cagliari in vetta alla classifica dopo quarant’anni. Solo colpa del comprensibilmente diverso numero di tifosii? Non esattamente. In una giornata che in Serie A ha contrapposto diverse grandi tra loro si sono registrate anche un paio di sfide molto particolari dal punto di vista “televisivo”. In Cagliari-Novara ed in Parma-Chievo si sono infatti curiosamente ritrovate di fronte tre delle squadre televisivamente scoperte in quanto a copertura del digitale terrestre. Le altre sono Catania, Cesena, Lecce e Udinese: poche centinaia di migliaia di tifosi sparsi per l’Italia, e forse ci sono proprio questi numeri alla base dell’indifferenza del movimento.

Un serio danno per i tifosi, soprattutto quelli delle squadre ospiti, allontanati dagli stadi dalle misure restrittive tra tessere del tifoso e delibere dell’Osservatorio e magari sprovvisti pure di abbonamento a Sky.

Ma un danno pure per i club, che si ritrovano con significativi mancati introiti, per colpa della miopia della Lega. Si tratta però anche di un problema che non solo non avrà una rapida soluzione ma che, al contrario, è destinato ad acuirsi. Perché nei giorni caldi in cui la Confindustria del Pallone sta per concludere la vendita dei diritti tv per il prossimo triennio, è infatti il presente a preoccupare maggiormente visto che non solo è andata deserta anche l’asta per l’acquisizione dei diritti per il campionato già cominciato (base di partenza 216 milioni per cinquantasei partite) ma che pure per il suddetto triennio 2012-2015 il pacchetto delle otto squadre di seconda fascia sul digitale terrestre, il cosiddetto Pacchetto 4, è rimasto malinconicamente invenduto al pari del 6 (sintesi ed highlights) e del sette, quello legato agli storici diritti radiofonici.

Per il presente si scenderà a trattativa privata, come imposto dal regolamento, tra Mediaset e le singole società con la prospettiva non così remota che non tutte accettino il prezzo al ribasso del Biscione, già “vessato” dal Pacchetto Serie B, e che quindi i presidenti possano clamorosamente cedere i diritti a televisioni regionali.

Ed il futuro? Come dire, del doman non solo non c’è certezza, ma affiora una vera e propria paura. Diciamo subito che alla base di questo disagio c’è una decisione della stessa Mediaset, che lo scorso anno suddivise in due gruppi le squadre della Serie A in base al bacino d’utenza facendo figli e figliastri: da una parte le sei grandi più il Genoa, dall’altra tutto il resto. Peccato però che nel primo gruppo siano state incluse all’ultimo momento anche Fiorentina, Palermo e Bologna, letteralmente “scippate” a Dahlia con una mossa avallata dal Consiglio di Lega e che si rivelò il primo passo verso il declino per la tv di matrice svedese. E le altre? Strategicamente non interessanti, e quindi lasciate alla concorrenza che ha intascato pochi abbonamenti fallendo precocemente (anche per altri problemi). Ma tutto questo si è rivelato un boomerang per il Biscione che, essendo l’unico soggetto operante nel settore del dtt, è stato caldamente invitato, obtorto collo, a prendere in considerazione anche i diritti delle altre otto squadre.

Preghiera caduta nel vuoto, per il presente, e pure per il futuro perché dopo essere stata costretta a ritoccare in alto l’offerta per le prossime stagioni (804 milioni di euro!) Mediaset s’è tirata fuori dai diritti “minori”.

Che pertanto sono al buio e così rimarranno, almeno fino a quando (e non saranno tempi brevi) non nascerà ufficialmente la tv della Lega, vera alternativa a Rti. Se ne saprà di più giovedì 22 in occasione della nuova Assemblea di Lega. La speranza è quella di assistere ad un altro film rispetto a quello di Gioco Calcio ma la domanda è un’altra: e se dalla B salissero Torino, Sampdoria e Bari, potenziali galline dalle uova d’oro, Mediaset tornerebbe sui suoi passi? Forse. Ecco perché in A si tifa per il ritorno delle grandi decadute…

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