Disabile che vive in ospedale: "Non ho casa né lavoro, ma qui non voglio restare"

Disabile che vive in ospedale: “Non ho casa né lavoro, ma qui non voglio restare”

Napoli

Disabile che vive in ospedale: “Non ho casa né lavoro, ma qui non voglio restare”

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Marco Cavotti è un disabile che da quasi un mese vive nel reparto di Medicina al quinto piano dell'ospedale San Paolo a Napoli: è senza casa né lavoro

Marco Cavotti è il disabile che da quasi un mese occupa in modo “abusivo” un posto letto del reparto di Medicina al quinto piano dell’ospedale San Paolo a Napoli. L’uomo, però, ha bisogno di aiuto. Dopo il suo arrivo in pronto soccorso e trascorsa una settimana di cure, è stato dimesso il 6 luglio scorso. Ma è rimasto ugualmente in ospedale perché non sa dove andare. E non sa a chi affidarsi.

Marco ha un lungo sfogo e racconta la sua storia. «Sono un disabile, sono costretto alla carrozzella a causa dell’amputazione della gamba sinistra. È accaduto due anni fa dopo un incidente in moto. Oggi sono invalido al 100 per cento, ma da mesi aspetto l’indennità di accompagnamento. Mi hanno detto che arriverà a settembre, ma non sono più sicuro di nulla. Anche se arrivasse oggi, risolverebbe solo la metà dei miei problemi. Ho bisogno di assistenza continua, di fisioterapia, di qualcuno che mi aiuti, che si prenda cura di me.

Non sono autonomo e faccio tutto con grande fatica e difficoltà”.

Napoli: disabile senza lavoro né casa, chiede aiuto alle istituzioni

Marco dice di non avere nessuno che possa dargli una mano e prendersi cura di lui. “Non ho un lavoro e non ho una casa. Sono disperato e depresso. Ho bisogno di sostegno psicologico. Se sono preda dell’ira e mi comporto male è perché sono esasperato. Non ce la faccio più”, continua angosciato l’uomo. Attorno a sé dice di vedere solo buio e non ha nessuna speranza per il futuro. Marco aveva anche una compagna, ma l0 ha lasciato anche lei. In ospedale non ci vuole più stare. “Non è vero che non voglio andarmene. Mi chiedo, invece, dove siano i presidi di sostegno del territorio, dove siano i servizi sociali del Comune. Dove sono i centri di assistenza che aprono le porte ogni giorno a decine d’immigrati assicurando sostegno morale e materiale?».

Chi si trova in una situazione simile a quella di Marco, sa bene quello che l’uomo intende.

Chi è disabile o ha in famiglia delle persone diversamente abili, sa quanto sia importante poter contare su istituzioni e associazioni per avere un aiuto concreto e professionale. L’assistenza deve infatti integrare il lavoro che viene già svolto nel nucleo famigliare stesso.

Purtroppo nel nostro paese la politica sociale non è ancora sviluppata in modo sufficiente. Lo dimostrano anche alcuni recenti fatti di cronaca. L’assistenza sociale in Italia non riesce ancora a dare da sole tutti i servizi e l’aiuto dei quali una persona diversamente abile necessita per gestire la proprio vita nel quotidiano.

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