Discarica di Riano: i cittadini protestano

Roma

Discarica di Riano: i cittadini protestano

Adesso tocca ai caparbi cittadini di Riano protestare contro la decisione di costruire la discarica nella Cava di Pian dell’Olmo. Il primo a far sentire la voce grossa è un uomo legato all’inferriata dei cancelli con una grossa catena d’acciaio. In passato è stato bracciante agricolo, militante del Pci, Pd, CGIL, e adesso si trova con un sogno infranto: quello di avere casa a cento metri dalla futura discarica nei pressi di via Tiberina. IL Tevere è vicino, Via Tiberina è presidiata da tre giorni, le falde acquifere stanno proprio sotto i nostri piedi, le case a pochi isolati sono abitate da innumerevoli romani fuggiti dalla capitale per poter permettersi il lusso di comprare una casa decente a prezzi ragionevoli. Poi c’è la cava, che da lontano appare piccola, con le sue pareti a picco, scavate nel tufo. Il prefetto Sottile ha disposto che il sito dovrà ospitare la futura discarica; a suo dire, si tratterebbe di una disposizione momentanea, giusto qualche mese per depositare la spazzatura di Roma in attesa di una soluzione migliore, e soprattutto assicura che nessun veleno sarà scaricato, come chiesto da Bruxelles.

Ciononostante gli abitanti di Riano protestano in massa e si fanno sentire, come lo scorso anno, quando intere famiglie di sdraiarono sulla strada per proteggere l’area designata a ospitare la discarica. Forse non tutti ricordano che con un piccolo stratagemma riuscirono ad occupare il sito per un intero inverno. Adesso hanno intenzione di occupare Via Tiberina “fino a quando non ritirano la proposta di realizzare la discarica qui” assicura Italo Arcuri, vice sindaco della città. La polizia intanto ha mandato qualche pattuglia sparuta. L’amara verità è che dietro alla scelta si nascondono ancora una volta interessi e speculazioni ambientali: da un lato c’è il “re” della spazzatura, l’avvocato di Malagrotta Cerroni, che teme di perdere il predominio esclusivo sui rifiuti (frutto di una politica connivente) e dall’altro c’è il progetto della destra laziale che vorrebbe approfittare del cambio di discarica per creare un soggetto industriale e favorire occupazione

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