Dismissione immobili pubblici, a dicembre iniziano le aste nel nord Italia COMMENTA  

Dismissione immobili pubblici, a dicembre iniziano le aste nel nord Italia COMMENTA  

Stanno essere avviate le aste per la dismissione di diversi immobili della pubblica amministrazione in alcune regioni dell’Italia settentrionale.

La prima scadenza arriverà già il prossimo 2 dicembre, mentre l’ultima è prevista poco prima di Natale, ovvero il 21 dello stesso mese. Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria e Friuli Venezia Giulia le regioni interessate, per un totale di otto bandi (di cui quattro relativi alla Lombardia, i rimanenti uno per regione). Gli immobili di prevista dismissione sono, a volte, di altissimo valore e non sempre di prezzo congruente, almeno per quanto riguarda la base d’asta.


A Pavia, ad esempio, la pubblica amministrazione è intenzionata a cedere due palazzi del blocco della prefettura, dei quali uno risalente alla fine del XVIII secolo e con una superficie complessiva oltre i 3 mila metri quadrati.

A Toscolano Maderno, in provincia di Brescia, è invece in vendita un immobile dei primi del secolo scorso, con una base d’asta di più di 10 milioni di euro.

La provincia di Venezia metterà invece all’asta la Villa Principe Pio a Mira, edificio di alto valore storico e artistico, più di 800 metri quadrati e circa un milione e mezzo di euro di richiesta di partenza.

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Diversi poi gli immobili in vendita in Liguria (comune di Imperia), Piemonte (comune di Cuneo), Lombardia (comuni di Bergamo e comune di Como).

Quella della dismissione del patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione è un’esigenza dettata da un bisogno economico di risorse che distrugge qualunque possibile volontà manutentiva, sebbene si tratti, in alcuni casi, di fabbricati di non trascurabile valore culturale. Purtroppo, le regole del gioco – quello europeo – sono state sottoscritte anche dall’Italia, e le aste sono una delle conseguenze della presa di coscienza di quanto difficili e rigide queste regole possano essere. Di certo c’è che, in alcuni casi, lo stato italiano non dimostra alcuna affezione per immobili che un po’ più di rispetto lo meriterebbero.

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