Disturbo ossessivo-compulsivo e terapia psicologica

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Disturbo ossessivo-compulsivo e terapia psicologica

Dopo esserci dilettati con informazioni, notizia e curiosità dal mondo. Adesso passiamo ad informazioni più di settore. Il mio settore, la psicologia e la psicoterapia. Avete mai sentito parlare del Disturbo Ossessivo Compulsivo di personalità? Forse è meglio partire da uno step più generico: che cosa si intende per disturbo di personalità? Un disturbo di personalità è un disagio vissuto da una persona, un disagio piuttosto marcato che consiste in una difficoltà ad adattarsi al proprio ambiente di vita perché si ha la tendenza a riprodurre sempre gli stessi meccanismi per difendersi dalle minacce esterne. Nel momento in cui un meccanismo di difesa, questo il nome dei modi che l’individuo mette in atto per difendersi da stimoli ambientali troppo intensi e dolorosi, viene eccessivamente utilizzato allora si entrerà nella sfera patologica. Ma la caratteristica principale che contraddistingue il disturbo di personalità è la egosintionia, la persona, cioè, non si rende conto del suo disagio e arriva, se vi arriva mai, ad un processo di cura o sostegno psicologico perché portate da amici o altre persone significative del suo mondo relazionale che proprio non riescono più a sopportare il suo atteggiamento.

Pazienti affetti da disturbo di personalità spesso attribuiscono le loro “stranezze” a tratti fondanti de l proprio carattere o modo di agire nel mondo. Non dobbiamo pensare a patologia e normalità come a due elementi, uno scongiurabile e l’altro auspicabile, nettamente separati tra loro, ma come a due poli di uno stesso continuum. ognuno di noi, in particolari momenti della sua vita oscillerà più e più volte tra atteggiamenti sani e atteggiamenti patologici, come una fisarmonica. Ciò che determina l’insinuarsi di una patologia piuttosto difficile da scardinare, come un disturbo di personalità, è il lasciare che la fisarmonica si apra e resti fissa troppo tempo sul versante della patologia. Veniamo al disturbo ossessivo-compulsivo, chiamato così perché caratterizzato dalla presenza simultanea di ossessioni e compulsioni. Un’ossessione è un pensiero costante del quale non si può proprio fare a meno. Una compulsione è un comportamento da mettere necessariamente in atto, più e più e più e ancora più volte, per annullare un pensiero o un’azione ritenuta disdicevole o non adeguata alla situazione.

Ad esempio, sento che odio mia madre mi rendo conto che questo è un pensiero legato a un sentimento disdicevole e perciò mi ferisco ogni volta che il pensiero affiora alla mente. O, più semplicemente, ho la fobia di germi e batteri e mi lavo le mani fino a 200 volte al giorno per evitare le infezioni. Esistono persone con mani logorate dal troppo lavarle, prive di una sana e naturale flora batterica da difesa.

Vediamo più da vicino quali sono i meccanismi di difesa utilizzati da persone con disturbo ossessivo compulsivo. Una persona affetta da questo disturbo può, in momenti particolarmente critici e stressanti, utilizzare alcune tipologie di difesa. Si tratta di difese che servono a salvaguardare un equilibrio, seppur precario, e un discreto livello di adattamento agli agenti stressanti dovuti all’ambiente e agli eventi circostanti. Non bisogna ridicolizzare o arrabbiarsi rispetto alle proprie modalità di far fronte alo stress.

Come la febbre, i meccanismi di difesa rappresentano un sano campanello d’allarme e allo steso tempo un modo per la persona di far fronte ad una situazione particolarmente difficile, preservando l’incolumità psicologica della persona. Perciò, nel momento in cui ci accorgiamo che stiamo esasperando dei nostri modi per mantenere l’equilibrio, soprattutto se questa modalità non è eccessivamente frequente ed esclusiva, cerchiamo di essere indulgenti con noi stessi. Stiamo solo cercando il modo per risolvere le nostre difficoltà.

Ecco alcuni meccanismi di difesa utilizzati massicciamente e rigidamente nel disturbo ossessivo-compulsivo:

  • isolamento affettivo, si affrontano problemi particolarmente stressanti eliminando il nucleo affettivo ad essi collegato;
  • intellettualizzazione, affrontiamo i problemi usando le capacità di pensiero astratto;
  • annullamento retroattivo, affrontiamo i problemi e le sfide di ogni giorno attivando modalità d’azione che simbolicamente rimediano a sensazioni o comportamenti che ci mettono a disagio (per esempio, devo camminare in punta di piedi in cerchio ogni volta che mi capita di dire una parolaccia);
  • formazione reattiva, affrontiamo i problemi utilizzando un comportamento contrario all’emozione che sentiamo (per esempio, odio il mio professore e divento la prima della classe).

Per completezza dobbiamo ricordare che esistono due tipi di disturbo ossessivo-compulsivo: quello di personalità e quello di ansia.

La differenza fondamentale è legata al fatto che nel caso del disturbo d’ansia il disagio è perfettamente avvertito dalla persona, mentre nel caso del disturbo di personalità, il paziente tende ad arrivare nel nostro studi perché portato da qualcuno che non tollera più il suo stile relazionale e la persona stessa sostiene che il problema stia negli altri e non nel suo modo di fare. L’approccio curativo su base Gestalt, in entrambe le problematiche, inclusa quella di personalità, generalmente più resistente al trattamento, si basa sull’accrescimento della consapevolezza. Nel caso del disturbo d’ansia, la persona dovrà essere guidata, nella maniera più amorevole e non giudicante verso la consapevolezza che il suo modo di vivere la sua sofferenza contiene già in potenza il modo per debellarla. Nel momento in cui soffriamo non ci rendiamo conto che è proprio attraverso quella sofferenza che stiamo già combattendo per arginare il nostro dolore. Nel caso del disturbo di personalità, il lavoro sulla consapevolezza partirà da un gradino prima: la persona dovrà essere guidata sempre in modo accettante e non giudicante a consapevolizzare che ciò che gli accade non può essere sempre e soltanto conseguenza delle azioni altrui, ma che in quanto persona agente nel mondo, anche le sue di azioni hanno un peso e una responsabilità sull’ambiente e sugli altri.

Qualunque approccio si segua nella cura, è importante far sentire alla persona che non è sola e che con volontà, consapevolezza e responsabilità nell’assumersi il rischio può cambiare le cose che la fanno stare male.

Se hai un figlio e vuoi evitare che tenda verso un versante non sano e armonico nell’utilizzo dei meccanismi di difesa/adattamento agli eventi e situazioni dell’ambiente, leggi il mio articolo sul disturbo ossessivo-compulsivo a questo link:

http://www.ismsrl.it/clinica/psicodiagnostica/247-il-disturbo-ossessivo-compulsivo.html con il link per il download in pdf.

dove troverai anche i miei contatti per una consulenza.

In ogni caso, Buona vita! Affronta le tua difficoltà con serenità, qualunque esse siano dipendono dalla tua storia e dal tuo preciso e irripetibile modo di stare al mondo 😉

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Paola Pinto 33 Articoli
Ho trent'anni, adoro il rosso, dipingere, parlare e raccontare storie, spiegare le cose ai più piccoli e a tutte le persone curiose di apprendere. sono psicologa, psicoterapeuta in formazione e dottoranda in scienze dell'educazione. Lavoro con bambini e adolescenti, soprattutto con quelli che hanno problemi a scuola per difficoltà e disturbi dell'apprendimento e problemi a socializzare con i coetanei. se vuoi saperne di più, sul mio lavoro e sui miei articoli contattami: paolapinto6@gmail.com