Dl Regioni ed enti locali: controllo della Corte dei Conti ogni 3 mesi e ineleggebilità dei sindaci autori dei dissesti COMMENTA  

Dl Regioni ed enti locali: controllo della Corte dei Conti ogni 3 mesi e ineleggebilità dei sindaci autori dei dissesti COMMENTA  

ROMA – Il  Consiglio dei Ministri sta valutando la bozza del decreto legge Provvedimento legislativo d’urgenza recante disposizioni in materia di finanza e di funzionamento degli enti locali che intende disciplinare i costi della politica. A proposito della disciplina della gestione finanziaria delle Regioni, il documento prevede che «le sezioni regionali della Corte dei conti verifichino, con cadenza trimestrale, la legittimità e la regolarità delle gestioni, nonché il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e del pareggio di bilancio di ciascuna Regione». Nei suoi controlli, la Cdc potrà avvalersi della collaborazione della Guardia di Finanza e della Ragioneria Generale dello Stato. La bozza, inoltre, stabilisce le pene per Regioni, enti locali e funzionari pubblici che violano i limiti imposti dal ddl per il pareggio di bilancio.


Gli enti locali che presentano un disavanzo di amministrazione o debiti fuori bilancio, per i quali non sono stati adottati strumenti di salvaguardia del bilancio, subiranno il blocco delle spese. Gli unici esborsi possibili saranno ammessi per i servizi previsti dalla legge e per gli impegni già presi in precedenza. Gli enti locali, comunque, possono definire «le aliquote o le tariffe dei tributi nella misura massima consentita, anche in deroga ad eventuali limitazioni disposte dalla legge», per provvedere al ripianamento del bilancio, attuando un piano di riequilibrio finanziario che non può essere superiore a cinque anni.


Gravi provvedimenti saranno presi contro sindaci e presidenti di provincia che saranno ritenuti colpevoli di aver contribuito al dissesto finanziario, i quali, oltre ad incorrere in pesanti sanzioni, non saranno candidabili per 10 anni a numerose cariche tra cui quelle nelle giunte, nei consigli e addirittura nel Parlamento.

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