Domenghini e la Grande Inter di Herrera - Notizie.it
Domenghini e la Grande Inter di Herrera
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Domenghini e la Grande Inter di Herrera

La squadra dell’Atalanta è sempre stata un serbatoio per molti club, Il vivaio orobico è sempre stato molto prolifico, molti sono stati i giocatori che sono stati lanciati in prima squadra per poi affermarsi nel panorama calcistico; giocatori come Scirea, Cabrini, Donadoni, Savoldi, Montolivo, Fanna, Prandelli e Angelo Domenghini.

Angelo Domenghini nasce a Lallio, provincia di Bergamo, il 25 agosto 1941, giovanissimo inizia a giocare nella squadra dell’oratorio del suo paese, passa poi al Verdello, approda infine all’Atalanta; con la maglia nerazzurra dell’Atalanta esordisce in serie A nel campionato 1960-61.

Con la squadra orobica conquista la coppa Italia 1962-63, nella finale contro il Torino segna una tripletta, quell’anno fu anche il capocannoniere del torneo con 5 reti.

Nel novembre del 1963 arriva anche a vestire la maglia azzurra a Roma contro la Russia in un incontro valido per la qualificazione agli europei.

Nell’estate del 1964, dopo 4 stagioni a Bergamo, passa all’Inter, fresca vincitrice della coppa dei Campioni nella finale di Vienna contro il Real Madrid, rimane a Milano per 5 stagioni vincendo 2 scudetti, 1 coppa dei Campioni e due coppe Intercontinentali.

Curiosità nerazzurra, il giocatore non venne quasi mai schierato nel suo ruolo naturale di ala destra, quella era la posizione di Jair.

A partire dal 1966 entra stabilmente nel giro della nazionale, nel 68 diventa campione europeo, fu proprio un suo gol che permise all’Italia di pareggiare, a pochi minuti dalla fine, la 1° finale contro la Jugoslavia.

L’Italia stava perdendo per 1 a 0, Domenghini siglò il pareggio, secondo Gianni Brera il giocatore tirò una ciabattata, l’allora regolamento non prevedeva calci di rigore, supplementari o golden gol; venne rigiocata la finale qualche giorno dopo e Riva ed Anastasi segnarono i gol che permisero a capitan Facchetti di alzare nel cielo di Roma la coppa.

Dopo 5 stagioni a Milano nel 1969 sbarcò a Cagliari nell’operazione che portò Boninsegna in nerazzurro, nella sua prima stagione formò un tandem d’attacco irresistibile con Gigi Riva e arrivò lo scudetto.

Nel 1970 poi gioca i Mondiali in Messico con la nazionale, gli azzurri arrivarono alla finale che perserò 4 – 1 contro il Brasile di o’rey Pelè; gioca l’ultima partita in nazionale nel 1972, in totale 33 presenze e 7 reti.

Dopo 4 stagioni lascia Cagliari e veste la maglia giallorossa della Roma (1973-74), ma non è più l’arrembante giocatore di un tempo, dopo gioca per il Verona (1974-75 serie B, 1975-76 serie A), Foggia (1976-77 serie A), Olbia (1977-78 serie C) e infine Trento (1978-79 serie C1).

In totale in serie A ha giocato 349 partite segnando 93 reti.

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.