Donald Trump, appello al Papa: “l’Is vuole entrare e prendere il Vaticano”

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Donald Trump, appello al Papa: “l’Is vuole entrare e prendere il Vaticano”

Sempre più in testa ai sondaggi del partito repubblicano d’America, Donald Trump gode di una visibilità pubblica, per giunta, che gli altri candidati neppure si sognano.
Tutto sta a capire se il modo in cui Trump sta usando gli spazi che ha a disposizione lo porterà davvero avanti oppure lo lascerà a piedi, ad un certo punto, come un’auto senza benzina.
L’ultima occasione è stata un’intervista rilasciata alla Cnn, nel corso della quale il miliardario candidato alla Casa Bianca, cogliendo l’occasione offerta dal fatto che il mese prossimo il Papa sarà in visita negli USA, ha avuto modo di parlare di Francesco I e delle sue idee.
Capitolo primo: il capitalismo e le critiche che il Pontefice ha rivolto a questo sistema economico.
“La verità” è il commento di Trump “è che se guardiamo a quello che sta succedendo, l’unica nostra speranza è che il capitalismo funzioni, perché è l’unica cosa che abbiamo ora, ed è una cosa straordinaria quando funziona nel modo giusto”.
Pensiero semplice, con poche pretese (anche se da un Presidente USA ci si aspetta sempre qualcosa in più, se vogliamo dirla tutta), ma comunque nessuna uscita a effetto.
Già, perché gli effetti alla Trump sono tutti per il capitolo due: lo Stato Islamico.
Trump, su questo argomento, ha dichiarato che, se avesse modo di parlare con Papa Francesco, gli paventerebbe che l’Is vuole prendersi il Vaticano.

La faccia del giornalista che conduceva l’intervista è stata tale che Trump si è sentito di insistere: “non sai che l’Is vuole entrare e prendere il Vaticano? Devi averlo sentito, è questo il loro sogno: arrivare in Italia. Dovrei spaventare il Papa perché è l’unica cosa da fare, spero che il Papa abbia paura solo di Dio”.
In questo caso, il pensiero è più contorto, nella sua libera interpretazione delle strategie del Califfato e dell’eventuale ruolo del Vaticano, ma l’effetto Trump è garantito.
È chiaro che la strategia del partito repubblicano è quella di attendere che Trump finisca gambe all’aria inciampando nelle sue stesse sparate, ma, per ora, bisogna riconoscere che, a suon di sparate, si sta facendo largo eccome.

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