Donald Trump cala, Fiorina su nei sondaggi COMMENTA  

Donald Trump cala, Fiorina su nei sondaggi COMMENTA  

Carly Fiorina, former CEO of Hewlett-Packard, speaks at CPAC in National Harbor, Md., on Feb. 26, 2015.

La campagna elettorale per l’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti d’America potrebbe essere giunta a una svolta fondamentale.

Per la prima volta, infatti, i sondaggi (in questo caso, svolti da CNN/ORC) hanno registrato un calo dei consensi per Donald Trump.


Il miliardario americano resta in testa fra i candidati repubblicani, ma, dopo il secondo dibattito televisivo della scorsa settimana, è passato a una percentuale del 24% contro una precedente del 32% (dati raccolti a inizio settembre). Otto punti percentuali in meno sono un’enormità, anche se Trump ha minimizzato dicendosi “sorpreso” perché “altri sondaggi” lo vedrebbero a suo dire “in testa con alti consensi” e concludendo, fingendo un certo disinteresse, con un “comunque i sondaggi sono sondaggi”.

Verissimo, i sondaggi non sono le elezioni e alle prime elezioni (primarie di partito) mancano poco più di quattro mesi, ma, forse, sta iniziando ad avverarsi ciò che per primi si augurano gli stessi vertici del Partito Repubblicano, che non hanno mai fatto mistero di digerire molto male la candidatura di Donald Trump.


Dietro quest’ultimo, comunque, la situazione è ancora molto indefinita.

Ha fatto un enorme passo avanti (+3%) l’ex amministratore delegato del gruppo Hp Carly Fiorina, al momento seconda nei consensi con il 15%, seguita da Ben Carson (14%), dal senatore Marco Rubio (11%) e da Jeb Bush (9%). Con percentuali fra il 6 e l’1% si sono poi Ted Cruz, Mike Huckabee, Rand Paul, Chris Christie, John Kasich e Rick Santorum, mentre sembra uscito di scena Scott Walker, governatore del Wisconsin che quest’estate i sondaggi davano all’11%.

L’ascesa di Carly Fiorina si può giustificare con il fatto che, secondo gli esperti, è stata l’unica in grado di uscire a testa alta dal dibattito televisivo dominato, fra battute e una mimica facciale che sta spopolando sul web (https://www.youtube.com/watch?v=DU4J9m6KX2A), da Donald Trump.


Il fatto, però, è che, forse, una parte dell’elettorato repubblicano d’America ha ritenuto che il carisma senza alcun dubbio richiesto al futuro presidente USA non si identifichi solo e soltanto con la capacità di stare di fronte alle telecamere e di intrattenere il pubblico, perciò, d’ora in avanti, la campagna elettorale in casa Rep potrebbe entrare in una fase nuova, più basata su reali proposte e posizioni politiche, e in cui l’esperienza dei governatori (primo fra tutti Jeb Bush) potrebbe risultare determinante.

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