Donald Trump - Hillary Clinton, corsa resta aperta. Il parere della politologa

Donald Trump – Hillary Clinton, corsa resta aperta. Il parere della politologa

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Donald Trump – Hillary Clinton, corsa resta aperta. Il parere della politologa

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I sondaggi dicono che Donald Trump e Hillary Clinton sono in sostanziale parità a livello nazionale. Fra i recenti scandali, chi vincerà le elezioni?

“La differenza di punti fra Hillary Clinton e Donald Trump negli swing state è minima”. Ad affermarlo è stata Arianna Farinelli, politologa e docente di Scienze Politiche alla City University di New York. In un’intervista rilasciata all’agenzia Ansa, Arianna Farinelli ha fatto il punto della situazione su USA 2016, spiegando in particolare che “la corsa resta aperta”.

Le interferenze da parte dell’FBI

“L’FBI si trova in una posizione difficile. Se comunicherà i risultati delle indagini prima del voto sarà criticata dai democratici. Se lo farà dopo, le critiche arriveranno dai repubblicani’’, ha osservato la professoressa, riferendosi alle indagini in corso da parte del Bureau, “bisognerà vedere se le indagini riveleranno contenuti top secret”.

“Trump era già in rimonta prima dell’annuncio delle indagini”, ha proseguito, ma in ogni caso “non c’era mai stata una così pesante interferenza nelle elezioni presidenziali a distanza così ravvicinata dal voto.”

Donald Trump è l’uomo del cambiamento

Del fatto che Trump abbia ancora concrete possibilità di vittoria, Arianna Farinelli si è detta sicura.

Il candidato repubblicano potrebbe catalizzare la “voglia di cambiamento soprattutto tra coloro che hanno risentito degli effetti della globalizzazione e della crisi economica. Per questi elettori Clinton rappresenta lo status quo. L’effetto del video scandalo con le dichiarazioni sessiste di Trump è durato poco. Agli americani interessano i temi concreti. E il messaggio di Trump continua ad avere un forte appeal. Ai suoi elettori Trump propone soluzioni concrete ai problemi legati alla globalizzazione e alla immigrazione promettendo di difendere i posti di lavoro degli americani e la loro identità culturale.”

Hillary Clinton e la politica estera

Hillary Clinton, per contro, “ha dimostrato di essere più falco di Obama, e in Siria come in altri fronti caldi potrebbe essere più interventista”, affermando anche in più occasioni “che non rimarrà impassibile di fronte ad una politica aggressiva di Putin nell’Europa dell’Est, pur nella consapevolezza che la Russia sia un interlocutore dal quale non si può prescindere nel conflitto in Siria”.

Il punto, però, è che “per gli americani le priorità rimangono le questioni economiche e dell’immigrazione”, temi sui quali Donald Trump ha puntato tutto.

Una nuova crisi economica attende il prossimo presidente USA

Che si tratti di Hillary Clinton o di Donald Trump, la certezza è che il prossimo presidente USA “si troverà ad affrontare una nuova crisi economica, i cui segnali sono già visibili nel rallentamento degli scambi commerciali mondiali.

La probabilità di una rielezione nel 2020 sarà quindi direttamente proporzionale alla capacità del nuovo presidente di gestire la crisi che verrà’’.

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