Donald Trump l’aspirante presidente USA che vuole chiudere internet COMMENTA  

Donald Trump l’aspirante presidente USA che vuole chiudere internet COMMENTA  

Prenderlo in giro, in questi giorni, è fin troppo facile, perché Donald Trump sta mettendo in campo l’artiglieria pesante, quella che è pesante persino per uno come lui.


Miliardario, uomo d’affari e di spettacolo, forse mitomane – o almeno così sostengono alcuni – aspirante politico, anzi aspirante presidente degli Stati Uniti d’America, ma privo di vera esperienza di politica e di governo. È una vita che manda avanti aziende, le crea dal nulla e le proietta al vertice del panorama mondiale: Donald Trump è un uomo di successo, su questo non si discute. Il problema resta l’assenza di esperienza politica, cioè di quella cosa affascinante e disgustosa allo stesso tempo in base alla quale si manda avanti il governo di una nazione. E che in nulla somiglia alla conduzione di un’azienda.


In un momento in cui la comunità internazionale deve affrontare problemi molto seri – l’immigrazione, il terrorismo, il rapporto con il mondo islamico che cresce da ogni punto di vista – Donald Trump ha una soluzione per tutto. Alcuni musulmani sono pericolosi? Nel dubbio, non li facciamo più entrare negli USA. La propaganda jihadista sfrutta internet? Chiudiamo internet. Telefoniamo a Bill Gates o “a chi realmente capisce cosa sta succedendo” e gli chiediamo come fare. Ecco: problemi risolti. Che la soluzione non rispetti qualche articolo della Costituzione degli Stati Uniti d’America o che calpesti un certo imprecisato numero di diritti umani non è importante, perché chi guida un’azienda di sua proprietà, le regole non le rispetta: le fa.


Questo Donald Trump – che non è affatto uno stupido – lo sa benissimo. A lui non occorre dare lezioni di educazione civica. Il suo problema, o meglio, il problema a lui legato, è che ha scelto di presentarsi come il candidato presidente che dei modi tradizionali della politica se ne infischia facendosene vanto. Trump si presenta come l’uomo dell’anti politica, lo ha fatto finora e, nel momento in cui il suo consenso potrebbe calare o impennarsi, nel momento cruciale, si sta giocando il tutto per tutto.

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Noi europei conosciamo già molto bene la seduzione dell’anti politica, ma per gli americani si tratta della prima volta. La differenza, però, è che le democrazie europee sono in qualche modo più dispersive: i governi cadono, le elezioni si anticipano, nessun leader del Vecchio Continente ha un potere paragonabile a quello del presidente USA, soprattutto per quanto riguarda l’appeal internazionale. Donald Trump sta tessendo la sua tela, presentando in modo fin che mai chiaro ciò che pensa e ciò che rappresenta. Sta agli elettori americani scegliere, a cominciare da quelli repubblicani.

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