Donald Trump più forte degli scandali: in vantaggio nei sondaggi COMMENTA  

Donald Trump più forte degli scandali: in vantaggio nei sondaggi COMMENTA  

Più forte di attacchi e scandali, il candidato repubblicano Donald Trump è in vantaggio di due punti su Hillary Clinton in un recente sondaggio.

Il repubblicano Donald Trump riemerge dalle numerose accuse rivoltegli nelle ultime settimane e si dimostra ancora una volta in possesso di un seguito molto solido fra gli elettori. La società specializzata Rasmussen Reports ha diffuso ieri i risultati di un sondaggio, il più recente fra quelli condotti in merito alle preferenze per il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Secondo i dati raccolti, il tycoon sarebbe in vantaggio di due punti su Hillary Clinton: 43% per lui, 41% per lei.


E’ la prima volta che una rilevazione mostra un risultato di questo genere nell’ultima parte della campagna elettorale, caratterizzata soprattutto – e quasi in via esclusiva – dagli scandali legati alla figura del magnate immobiliare.


Tutti i guai di Donald Trump: da Cuba all’Iran alle accuse di molestie sessuali

I primi guai sono arrivati con le accuse di avere condotto affari con Cuba durante l’embargo e di avere affittato uffici a New York ad un istituto di credito iraniano considerato vicino ad organizzazioni terroristiche. Poi la bocciatura, da più parti, con i prestigiosi Usa Today e Atlantic Magazine a sottolineare l’inadeguatezza di Trump al ruolo di presidente.


Più di recente c’è stata la diffusione, da parte del Washington Post, del video in cui la voce fuori campo di Trump pronuncia frasi sessiste, asserendo, fra l’altro, che “se sei un vip, alle donne puoi fare ciò che vuoi”. Infine, negli ultimi giorni, le accuse di molestie sessuali da parte di quattro donne: Jessica Leed, Rachel Crooks, Mindy McGillivray e Natasha Stoynoff. Alle testimonianze rese dalle dirette interessate, e riportate fra gli altri anche dal New York Times, Trump ha sempre risposto negando che gli episodi incriminati abbiano mai avuto luogo e minacciando azioni legali.

L'articolo prosegue subito dopo


Delle accuse di sessismo ha parlato anche Michelle Obama. Nel corso di un convegno pro Hillary Clinton in New Hampshire, l’attuale first lady ha puntato il dito in modo aperto contro Donald Trump, asserendo che il suo modo di “trattare le donne non è normale, è intollerabile”. “Gli uomini forti, quelli che sono un modello” ha aggiunto Michelle Obama, “non hanno bisogno di degradare le donne per mostrare il loro potere”.

La reazione di Donald Trump: ora faccio a modo mio

“Le storie fasulle sul fallimentare New York Times” ha invece scritto su Twitter Donald Trump, “sono una totale montatura”. E sempre attraverso Twitter, il candidato repubblicano ha lanciato la sua controffensiva, scagliandosi contro i colleghi di partito che lo hanno tradito, definiti “sleali”, e contro Paul Ryan (attuale presidente della Camera dei Rappresentanti Usa), bollato come “debole e inutile”. Ma soprattutto, Donald Trump ha scritto che d’ora in avanti le cose cambieranno: da adesso in poi, ha scritto, “faccio a modo mio”.

Per ora il tycoon sta continuando a insistere sullo scandalo dell’email gate, quello in cui Hillary Clinton è accusata di avere utilizzato server privati per comunicazioni istituzionali quando ricopriva il ruolo di Segretario di Stato. Un’imprudenza imperdonabile, secondo i detrattori della candidata democratica, tale da mettere a rischio la sicurezza nazionale. E a un convegno repubblicano a Palm Beach, in Florida, ad una folla che inneggia all’incarcerazione di Hillary Clinton, Trump ha risposto affermando che “onestamente Hillary dovrebbe davvero essere rinchiusa in galera”.

La polemica interna al partito repubblicano non si riduce, nel frattempo. Molti giornali americani, fra cui ancora il Washington Post e il New York Times, parlano di un partito spaccato e qualcuno si è spinto fino a ipotizzare che, alla fine, Donald Trump possa presentarsi al voto come candidato indipendente, scaricato in toto dal Grand Old Party.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*