Donald Trump: vorrei Putin e Kim Jong-un a Washington COMMENTA  

Donald Trump: vorrei Putin e Kim Jong-un a Washington COMMENTA  

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Il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump

Il candidato Rep Donald Trump a tutto campo in un’intervista al Sunday Times, fra un invito a Putin, l’euro detestato e Matteo Salvini.

L’intervista di Alan Friedman a Donald Trump ha messo in luce molte delle idee del candidato repubblicano alla Casa Bianca in politica estera e economica.

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Gli inviti a Washington per Putin e Kim Jong-un

Donald Trump ha sfruttato appieno l’occasione messagli a disposizione da un’intervista del giornalista Alan Friedman per il Sunday Times (ripresa in Italia dal Corriere della Sera) per mettere in chiaro le proprie convinzioni in molti settori in politica estera e economica.

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Prima di tutto i rapporti con alcuni discussi capi di stato, Vladimir Putin e Kim Jong-un. Del primo, Trump ha detto di non avere “assolutamente alcun problema” a invitarlo a Washington, dicendosi anzi convinto che ciò “sarebbe molto utile” al fine di coordinarsi “per raggiungere l’obiettivo comune di sconfiggere l’Isis”. Del dittatore coreano, invece, Trump si è limitato a dire che vorrebbe invitarlo negli Usa per conoscerlo di persona, perché “non c’è nulla di male nel parlare e non ci si perde nulla“.

Sempre in tema di capi di stato esteri, Donald Trump ha voluto spendere qualche parola per la cancelliera tedesca Angela Merkel, che avrebbe “fatto un errore madornale nel permettere l’ingresso degli immigrati in Germania”. Nel rispondere a chi lo paragona all’italiano Silvio Berlusconi, Trump ha accettato il parallelo parlando di “due uomini ricchi prestati alla politica”. Del leader leghista Matteo Salvini, invece, ha detto di non ricordarsi: “faccio ogni settimana migliaia di foto ai comizi” si è giustificato, chiarendo poi di non avere mai augurato a Salvini di diventare presidente del Consiglio (“forse ho detto ‘Good Luck’ a questo signore”).

Antipatia per l’Euro e accordi con la Cina da riscrivere al più presto

In ambito economico finanziario, Trump ha detto di non apprezzare molto l’idea dell’Euro, che, a suo dire, rende “le cose più complicate”. Della soluzione del quantitative easing della Bce ha invece voluto chiarire che “nessuno sa se funzionerà o meno, potrebbe anche funzionare nel breve periodo, ma nel lungo termine potrebbe rivelarsi molto dannoso”.


Un’annotazione finale è stata riservata ai rapporti con la Cina, gli accordi con la quale andrebbero rinegoziati quanto prima, perché, secondo Trump, gli Usa starebbero “perdendo miliardi e miliardi di dollari” a causa di una regolamentazione per nulla favorevole al mercato americano.

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“Questa” ha detto Trump a chiare lettere, “è una delle prime cose che farei” in caso di elezione.

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