Donateci un libro: volumi e vecchie tv in regalo per le detenute di Rebibbia

Libri

Donateci un libro: volumi e vecchie tv in regalo per le detenute di Rebibbia

Mentre molti di noi si stanno ancora godendo i dolcetti portati dalla cara vecchia Befana (amiamo le tradizioni, anche se amiamo molto di meno ammetterlo), qualcuno festeggia con un buon libro: le detenute recluse nella casa circondariale femminile di Rebibbia, a Roma, hanno ricevuto in dono dal Presidente di Ama (azienda che gestisce i servizi ambientali della capitale) Piergiorgio Benvenuti ben 100 libri e 35 televisori.

I volumi consegnati alle donne sono solo una piccola parte dei testi raccolti durante l’iniziativa “Ri-leggo“, promossa proprio da Ama e dal progetto Roma Capitale. I televisori, invece, sono stati donati del tutto gratuitamente (ancora in buono stato) dai cittadini romani ai Centri di raccolta aziendali, oppure consegnati in una delle 186 postazioni mobili per la raccolta degli oggetti ingombranti.

Il presidente Benvenuti ha visitato il carcere con le Consigliere regionali del Pdl, Isabella Rauti, membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale , e Chiara Colosimo, Vicepresidente della Commissione Lavori Pubblici e Politica della Casa, la Provveditrice regionale del Lazio, Maria Claudia di Paolo, il Garante di Roma Capitale per i diritti dei detenuti, avvocato Filippo Pegorari, e una piccola rappresentanza dell’associazione di volontariato “Noi x Roma”. L’iniziativa ha avuto luogo proprio oggi per “coniugare i valori ambientali e sociali in una giornata simbolo come quella dell’Epifania, in cui è centrale lo scambio dei doni“, come ha spiegato lo stesso Benvenuti al termine della visita all’interno della struttura.

Si tratta di un’iniziativa decisamente eco-solidale, che permette ad apparecchi ancora funzionanti di essere recuperati ma, soprattutto, di svolgere un ruolo sociale importante, rappresentando una vera e propria compagnia per chi si trova in carcere; d’altra parte, libri abbandonati nelle cantine e molto probabilmente destinati al macero, possono ancora far sognare con le loro parole e, attraverso la mai dimenticata prassi del “Mamma, raccontami una storia!”, consolidare il rapporto fra le mamme recluse e i loro bambini. Perché oggi è festa ovunque, anche se molti di noi sembrano dimenticarlo.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...