Donna nuda nel bar: “quell’uomo vuole violentarmi”. I carabinieri bussano, lui si getta dal balcone

Cronaca

Donna nuda nel bar: “quell’uomo vuole violentarmi”. I carabinieri bussano, lui si getta dal balcone

Quando i carabinieri hanno bussato alla sua porta, lui, ancora sotto l’effetto del crack, ha cercato di fuggire, forse per paura di essere arrestato, e si è lanciato dal balcone di casa. Un volo di venti metri, dal sesto piano di un palazzo, terminato con uno schianto nel cortile del garage. È morto così, a Torino, poco dopo le 5 di questa mattina, Davide D’Adami, 49 anni, titolare di un negozio di serramenti.

Una tragedia avvolta nel mistero, sulla quale dovrà ora far luce l’inchiesta coordinata dal pm Andrea Padalino. I militari dell’Arma si erano precipitati nel suo appartamento, nel quartiere Santa Rita, dopo la chiamata arrivata al 112 da un vicino bar. Una ragazza di 28 anni, quasi completamente nuda, si era presentata lì, in stato confusionale, anche lei sotto l’effetto della droga e ferita a un avambraccio. «Un uomo mi insegue con un coltello e vuole violentarmi», aveva raccontato al barista prima di infilarsi nella cucina del locale e di cercare di rubare un giubbotto e un paio di scarpe.

La sua versione dei fatti è ancora da accertare.

Di sicuro c’è che, quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento con l’aiuto dei vigili del fuoco, lo hanno trovato vuoto. D’Adami aveva già fatto il salto fatale. «Abbiamo fumato del crack insieme – ha raccontato la donna, una tossicodipendente già nota alle forze dell’ordine, dopo essere stata accompagnata in caserma – e poi lui mi ha fatto delle avance. Mi sono rifiutata e ha tirato fuori il coltello. Allora sono fuggita».

I carabinieri erano già intervenuti altre volte nell’appartamento per sedare liti tra i due. «Era lei che importunava lui», raccontano i vicini di casa. «Più volte si era presentata qui sotto e aveva suonato a lungo il citofono di casa, perché lui non voleva farla entrare». Parcheggiato sotto il palazzo c’era il furgone della ditta dell’uomo, a cui nella notte è stato rotto un finestrino.

Tra le ipotesi c’è che sia stata proprio la donna, prima o dopo la lite, cosa che spiegherebbe le ferite che aveva all’avambraccio.

In casa gli investigatori hanno sequestrato il coltello con una lama di 30 centimetri descritto dalla ragazza, che è stata rilasciata e nei confronti della quale al momento non sono stati presi provvedimenti. Nell’alloggio è stata trovata anche la bottiglia utilizzata per fumare il crack, ma non c’era traccia di altra droga.

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