Donnie Darko: significato film e finale

Cinema

Donnie Darko: significato film e finale

Proviamo a cimentarci nella spiegazione della trama del cult movie Donnie Darko, in cui protagonista è l’applicazione delle teorie sugli universi paralleli!

Se non avete già visto Donnie Darko al cinema o in streaming internet, non leggete questo articolo! Non vorremmo, infatti, rovinarvi il piacere di trovare voi stessi una spiegazione plausibile ad una delle sceneggiature cinematografiche più complicate ed affascinanti di sempre… A pensarci bene, però, anche se siete amanti dichiarati di questo cult movie o suoi feroci detrattori, potrebbe esservi utile confrontarvi con la nostra interpretazione del significato dell’opera di Richard Kelly, per avere qualche spunto in più, fornito soprattutto dalla versione director’s cut del film, uscita nel 2004!

donnie-darko-libroTutto ruota intorno al libro che il protagonista Donnie riceve in dono dal suo professore, “La filosofia del viaggio nel tempo”, scritto da un altro personaggio del film, Roberta Sparrow, ovvero Nonna Morte: sottolineiamo che questo libro non esiste davvero ed è solo un espediente narrativo, ma l’utilizzo che se ne fa nella pellicola aiuta a capire molto meglio i concetti complicati che stanno alla base della trama.

La filosofia descritta nel volume, infatti, afferma che il tempo normalmente scorre lineare, ma ogni tanto la cosiddetta quarta dimensione si inceppa dando vita ad un universo parallelo, in cui l’andamento cronologico è totalmente instabile: passato, presente e futuro si invertono scivolando continuamente l’uno sull’altro per poche settimane, prima che questa dimensione alternativa collassi su se stessa, rischiando di generare un buco nero in grado di inghiottire e distruggere l’universo primario, ovvero la realtà per come la conosciamo.

Questo è proprio ciò che accade nel film, dove avviene una distorsione nella linea temporale a mezzanotte del 2 ottobre 1988 e si crea un universo parallelo in cui il protagonista si trova a vivere per i successivi 28 giorni: la porta dimensionale si apre e poco dopo Donnie, che dormiva donnie-darko-conigliotranquillamente, viene svegliato e trascinato fuori casa dal misterioso Frank, un ragazzo che indossa un inquietante costume da coniglio nero.

Questa circostanza avviene già nella dimensione alternativa (non si sa cosa abbia generato la distorsione, perché la sceneggiatura non lo spiega) e previene il fatto che, nella vita reale, Donnie rimanga ucciso dopo che il motore di un aeroplano, attraverso lo strappo nel tempo, cada dal cielo schiantandosi proprio sulla sua camera da letto.

Sempre secondo il libro, quando nasce un universo parallelo, questo è in tutto e per tutto identico a quello reale, come se quest’ultimo si duplicasse perfettamente: il guaio è che ogni volta che si apre una porta dimensionale, si verifica sistematicamente un errore nel processo di duplicazione ed appare dal nulla un oggetto fatto di metallo. In questo caso, questo oggetto è proprio il motore dell’aereo, che diviene il terzo gemello di quelli già esistenti in tutti e due gli universi.

donnie-darko-motoreLa presenza di un’ulteriore copia, quindi, è la fonte dell’instabilità dell’universo parallelo, l’anomalia per la quale al suo interno coesistono contemporaneamente due oggetti identici a quello reale, invece che uno solo: il motore di troppo, non potendo trovare alcuna collocazione, cade dalla porta dimensionale sulla casa di Donnie.

L’unico modo per far sì che l’universo parallelo collassi senza creare un buco nero, infatti, è che questo torni ad essere la copia perfetta di quello primario, cosa possibile solo rimuovendo l’oggetto superfluo e facendolo passare nella realtà attraverso un portale.

Quando nasce la dimensione parallela, deve essere scelto anche un essere umano che faccia da “ricevitore vivente”, l’anello di congiunzione tra i due universi, che viene investito di poteri come il controllo della mente, la forza sovrumana, l’abilità di controllare l’acqua e il fuoco e, infine, la telecinesi: Donnie è il prescelto solo perché si trova ad essere al centro della porta dimensionale, visto che l’oggetto-civetta appare proprio sopra il letto dove lui dorme. La sua missione sarà quella di riequilibrare l’universo parallelo, rispedendo nella realtà il motore d’aereo di troppo. Inizialmente, egli non sarà affatto consapevole di quanto gli sta accadendo e non percepirà di trovarsi in un luogo alternativo al suo vivere quotidiano, ma gradualmente se ne renderà conto e si prenderà in toto la responsabilità di salvare l’universo.

Il grave problema da risolvere immediatamente è che, schiantandosi sulla sua casa, il motore del jet uccide Donnie nella vita reale la notte del 2 ottobre 1988: dal futuro dell’universo parallelo, quindi, deve arrivare qualcuno che lo salvi prima che l’oggetto si abbatta su di lui.

Nel film, questo ruolo viene svolto proprio dall’uomo-coniglio Frank: nella seconda dimensione, costui verrà ucciso da Donnie, quindi sarà il suo fantasma “al contrario” ad intervenire per mettere in salvo il ricevitore prescelto ed aiutarlo, prima di morire per mano sua.

Tutti coloro che hanno a che fare con il ricevitore nella seconda dimensione, sono quindi da essa manipolati: i morti, in particolare, acquisiscono la facoltà di viaggiare attraverso il tempo, di parlare al ricevitore, evitare disastri e fare da guida nel compimento della missione. I vivi, invece, si comporteranno inconsapevolmente in modo da portare Donnie a seguire esattamente il suo destino.

Ma qual è la forza superiore che muove i fili di tutti? Secondo l’interpretazione più accreditata, si tratta di Dio, dato che il film contiene diversi riferimenti e simboli religiosi; in ogni caso, la forza manipolatrice muove tutti personaggi dell’universo alternativo come pezzi su una scacchiera, creando un susseguirsi di eventi che porteranno Donnie al successo finale della sua impresa.

Queste pedine conducono il ricevitore in trappola, perché se l’universo finisce, periscono anche loro: Frank convince Donnie ad allagare la scuola e questo permetterà al protagonista di accompagnare a casa la bella Gretchen e di chiederle di diventare la sua ragazza; questa, però, verrà poi assassinata dallo stesso Frank, che pagherà con la vita il suo terribile gesto, finendo vittima della vendetta di Donnie.

Riequilibrare l’universo parallelo, però, farà sì che tutti i 28 giorni trascorsi al suo interno vengano completamente cancellati e il tempo ritornerà indietro al 2 ottobre, quando Gretchen viveva ancora indisturbata la sua vita.

Tutti questi eventi non sono affatto casuali, ma sono funzionali alla realizzazione della missione, che culmina nell’oscuro finale: un vortice compare improvvisamente sopra la casa di Donnie, segnando l’inizio del collasso dell’universo parallelo nell’esatto punto in cui questo è nato. Il giovane, in quel momento, si trova sulla cima di un monte, per avere una miglior visuale sulla scena e la rotta dell’aeroplano con il famigerato motore è stata manipolata in modo da far passare il velivolo sulla zona in quel preciso momento: Donnie ormai sa cosa deve fare e, grazie al potere di telecinesi, restando a distanza strappa il reattore dalla carlinga, crea un portale nell’acqua e ci teletrasporta dentro il motore di troppo.

Il regista, a questo punto, ci fa rivedere alcuni flashback dei 28 giorni mentre la dimensione alternativa collassa senza creare danni e la vita reale, che era come in pausa, riprende il suo corso da dove si era fermata. Donnie si sveglia nel suo letto, ridendo perché crede di aver solo sognato gli eventi dell’universo parallelo e poi si riaddormenta in pace, con nel cuore sensazioni nuove che lo hanno portato più vicino a Dio e gli hanno fatto smettere di aver paura della morte, anche se non capisce da cosa questi sentimenti gli arrivino.

Non avrà modo di rifletterci, perché il motore d’aereo che il suo alter ego ha fatto passare nel portale temporale, cadrà in quell’istante sfondando il tetto della sua camera da letto e uccidendolo sul colpo…

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