Doping di stato, Russia fuori da Rio 2016 COMMENTA  

Doping di stato, Russia fuori da Rio 2016 COMMENTA  

Rio 2016

Si complica la posizione della Russia in vista di Rio 2016. Il doping sarebbe stato parte di un programma di stato. Chiesta l’esclusione.

Chiesta l’esclusione di tutte le rappresentative russe a Rio 2016. Il rapporto della Wada, l’Agenzia Mondiale Antidoping, è arrivato a conclusioni dure, sostenendo l’esigenza di escludere del tutto la Russia dai prossimi giochi olimpici (inizio il prossimo 5 agosto).

L’utilizzo di doping non era, secondo quanto sostiene la Wada, un evento legato a singoli atleti o discipline, ma faceva parte di un programma voluto e sostenuto dal Ministero dello Sport di Mosca. I test antidoping venivano alterati in maniera da consentire agli atleti di partecipare alle gare. Si parla dei Giochi del 2014, di Londra 2012 e, ancora più indietro nel tempo, Vancouver 2010.


Il periodo sotto accusa va in effetti a coprire il quinquennio fra il 2010 e il 2015. Secondo la ricostruzione Wada, i servizi segreti russi affiancavano il ministero dello Sport nella gestione dell’intero sistema. L’avvocato canadese Richard McLaren, a capo del team Wada che ha condotto le indagini, ha sottolineato che le valutazioni del rapporto sono “supportate da prove”, evidenziando come “il Ministro dello Sport non potesse non essere a conoscenza della cosa, viste le dimensioni del fenomeno”.


La Wada ha quindi avanzato la richiesta di escludere tutte le nazionali russe dalle prossime Olimpiadi di Rio 2016. Ora toccherà al Cio decidere come procedere.

Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Richard Bach, ha dichiarato che l’organizzazione è pronta “alle più dure sanzioni” nei confronti dei casi di doping.

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