Doping nel calcio, le accuse di Wenger COMMENTA  

Doping nel calcio, le accuse di Wenger COMMENTA  

Attuale mai come in questo momento, con il report della Wada che potrebbe riscrivere l’ultima Olimpiade e escludere dalla prossima una superpotenza dello sport come la Russia, l’ultima bomba in tema di doping è arrivata dall’Inghilterra.


Da Londra sono arrivate accuse gravi, che riguardano il mondo del calcio e che sono state lanciate da uno che, il mondo del calcio, lo conosce benissimo. Si tratta infatti dell’allenatore francese dell’Arsenal Arsène Wenger, guida dei Gunners dal 1996, il quale, nel corso di un’intervista rilasciata al giornale L’Equipe Sport and Style si è sbottonato in insinuazioni molto significative.


“Non ho mai considerato” ha infatti dichiarato Wenger, “l’ipotesi di alterare artificialmente le prestazioni della mia squadra, ma sono sicuro che nel corso degli anni l’Arsenal abbia affrontato molte squadre che sul tema hanno una diversa opinione”. Ecco fatto: la peggiore delle cose che si possano dire, quella che getta il seme del sospetto, ma senza dare alcuna prova. A Wenger vanno riconosciute senza dubbio professionalità sportiva e correttezza, però: non è il tipo di persona a cui piace fare piazzate ed è proprio questo particolare ad attirare molto l’attenzione, come a dire che è il fatto stesso che a parlare sia stato Wenger a rendere credibili le sue affermazioni.


“Per me la bellezza dello sport” ha anche detto il tecnico dell’Arsenal, “risiede nel fatto che tutti vogliono vincere, ma alla fine è soltanto uno che riesce a farlo.

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Viviamo però in un periodo nel quale si glorifica il vincitore senza considerare i mezzi che ha usato per raggiungere quel risultato. E dopo qualche tempo ci rendiamo conto che quello che ci sembrava un eroe in realtà è un bugiardo”.

Della vicenda, adesso, si interesserà la federazione inglese di calcio, che ha già dichiarato di voler avere da Wenger maggiori delucidazioni circa le sue affermazioni. E, se possibile, viene da aggiungere, prove certe: non è affatto sbagliato parlare di doping, perché il doping nello sport esiste, come moltissime vicende hanno dimostrato, ma la cultura del sospetto rischia di essere ancora più dannosa, perché coinvolge disonesti, ma anche onesti, con il risultato finale di distruggere lo sport.

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