Doping Olimpiadi Pechino 2008 COMMENTA  

Doping Olimpiadi Pechino 2008 COMMENTA  

Sochi

 

Purtroppo in ogni Olimpiade lo spauracchio del doping è sempre presente: nonostante il costante e meticoloso controllo da parte dei tecnici incaricati, qualche “furbetto” che tenta di aumentare le proprie prestazioni ricorrendo a sostanze vietate dai regolamenti, spesso anche estremamente pericolose per la salute stessa, c’è sempre.


Un esempio eclatante sono state le Olimpiadi del 2008 tenutesi a Pechino, dove il maggior clamore è derivato dallo scandalo Schwazer, che ha coinvolto il giovane maratoneta altoatesino, oro olimpico grazie all’assunzione di “trattamenti farmacologici o a manipolazioni fisiologiche capaci di innalzare considerevolmente i suoi valori ematici” , come riportato nella perizia degli esperti.


Ma vi sono stati molti altri casi nello stesso anno: l’ucraina Lyudimila Blonska, vincitrice della medaglia d’argento nell’eptathlon e rea di aver assunto anabolizzanti, la russa Tatiana Chernova, il ciclista spagnolo Maria Isabel Moreno, il tiratore nordcoreano Kim-Jong-Su (un argento e un bronzo), la ginnasta vietnamita So Thi Ngan Thuong e la greca Fani Halkia, campionessa olimpica dei 400 ostacoli ai giochi di Atene 2004.


 

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