Doping Schwazer, poche speranze di andare a Rio 2016

Doping Schwazer, poche speranze di andare a Rio 2016

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Doping Schwazer, poche speranze di andare a Rio 2016

alex schwazer

Il marciatore Alex Schwazer potrebbe non andare a Rio 2016 perché non ci sono i tempi tecnici per le controanalisi. I dubbi di Malagò.

Schwazer sostiene di essere pulito. Fino a prova contraria gli si deve credere, ma l’iter burocratico potrebbe comunque non consentirgli di partecipare alle Olimpiadi.

Poche possibilità di andare a Rio

Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha fatto intendere in modo chiaro che Alex Schwazer ha scarse possibilità di andare a Rio. Non perché la positività al testosterone potrebbe essere confermata, ma perché non ci sarebbero i tempi tecnici per portare a termine l’iter delle contro analisi. “Speranze che Schwazer possa andare a Rio?” ha dichiarato Malagò, “io sono uno che la speranza ce l’ha sempre, sono sempre ottimista. Certo, la casistica e la storia lasciano intendere un altro tipo di direzione, salvo che invece si dimostri qualcosa di diverso. Stiamo a vedere”.

Si attende il completamento dell’iter formale

Malagò ha invitato la Iaaf a velocizzare quanto più possibile l’iter, però non si è mostrato fiducioso.

“Se si può accelerare prima del 5 luglio” ha ipotizzato il presidente del Coni, “prima si fa meglio è”. La tempistica della vicenda che ha coinvolto il marciatore italiano ha lasciato molti dubbi. Altrettanti ne ha sollevati il fatto che la positività sia stata rilevata al testosterone, una sostanza dopante inusuale per gli sport di resistenza. La Fidal ha respinto ogni accusa, diramando un comunicato ufficiale: “l’atletica italiana è ferita nei suoi sentimenti più profondi dalla nuova positività di Alex Schwazer. È chiaro che bisognerà attendere il completamento dell’iter formale, per arrivare ad un giudizio solido su questa vicenda, così come è altrettanto ovvio che, nel mentre, sia opportuno che la Federazione assuma una posizione rispettosamente interlocutoria”.

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