«Questo premio Nobel ha aperto una porta nel mio cuore». Nel discorso di ringraziamento, tenutosi davanti ai Sovrani di Norvegia, Aung San Suu Kyi ha messo in guardia dai facili entusiasmi sui mutamenti deomocratici nel suo paese, affermando che per la Birmania la strada verso una piena libertà politica è ancora lunga. «Le ostilità non sono cessate nel Nord e anche nelle zone occidentali le violenze proseguono». San Suu Kyi ha chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici del Paese: «Ci sono ancora tanti detenuti in Birmania e abbiamo paura che il mondo si scordi di loro, dopo che i più noti sono stati rilasciati. Un prigioniero per reati di opinione è un prigioniero di troppo».









