Dopo il sì in Senato, DDL Fornero verso la Camera. - Notizie.it

Dopo il sì in Senato, DDL Fornero verso la Camera

Roma

Dopo il sì in Senato, DDL Fornero verso la Camera

La riforma Fornera ha ottenuto la fiducia del Senato e di fatto si precederà allo smantellamento dell’Art.18. Ieri è arrivata la fiducia anche per gli ultimi due punti del testo con 231 voti favorevoli, 33 contrari e 9 astenuti. L’eurozerbino Monti ha spiegato che si tratta di “una riforma di profonda struttura che ha ricevuto il parere favorevole di organismi internazionali imparziali come Ue, Ocse e Fmi”. Positivi i commenti di Angela Finocchiaro del Pd, Gasparri del Pdl invece insiste sulla troppa discrezionalità lasciata ai giudici sul nodo dei licenziamenti. Di tutt’altro avviso Susanna Camusso, leader della Cgil, che totalmente scontenta annuncia battaglie. Nicola Nicolosi, uomo che siede alla sinistra della Camusso, richiede uno sciopero generale, Danilo Barbi, altro segretario Cgil chiede che il Parlamento sospenda l’iter del ddl e dice “Quel decreto è un pasticcio inestricabile. Non c’è una riduzione reale delle forme di precarietà, e solo l’opposizione della Cgil ha permesso di non aprire la strada totalmente ai licenziamenti facili.

Con questa riforma si aprirà contenzioso legale infinito, e nel combinato disposto con le riforme delle pensioni , permetterà alle imprese di ricorrere a una valanga di espulsioni dai luoghi di lavoro. Avremo una moltiplicazione biblica degli esodati” Rispetto alle stesure precedenti il ddl risulta peggiorativo: la durata del primo contratto a termine, che può essere stipulato senza specificarne la causale, durerà un anno. I cocoprò saranno più restrittivi, con la limitazione a mansioni non puramente esecutive o ripetitive e aumento dell’aliquota contributiva di un punto l’anno fino a raggiungere il 33% previsto per il lavoro dipendente entro il 2018. Lo stipendio minimo dovrà riferirsi ai contratti nazionali e si rafforzerà l’attuale una tantum , l’ammortizzatore per i parasubordinati. Per quanto riguarda le partite Iva, la collaborazione non dovrà superare gli 8 mesi, il corrispettivo pagato non dovrà superare l’80% di quello di dipendenti e cocoprò, il lavoratore non potrà avere una postazione fissa in azienda (niente ufficio, ma si al telefono) e saranno considerate “vere” le partite Iva con un reddito annuo superiore a 18 mila euro.

Infine per attivare il job on call ( lavoro a chiamata) per i lavoratori under 25 e over 55, basterà inviare un sms alla Direzione Provinciale del Lavoro, in caso di mancato avviso l’azienda sarà multata per un minimo di 400 ad un max di 2400 euro.

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