Dopo il successo della battaglia di Natale, Coldiretti ha chiesto maggior impegno a difesa del Made in Italy

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Dopo il successo della battaglia di Natale, Coldiretti ha chiesto maggior impegno a difesa del Made in Italy

brennerocoldirettiIl 4 e il 5 di dicembre con la battaglia di Natale al Brennero, a Reggio Emilia e da¬vanti al Parlamento nazionale, Coldiretti è riuscita a far parlare per due giorni interi tutti i quotidiani nazionali, con decine di pagine e ben oltre quattrocento servizi su tv, radio nazionali e regionali, ottenendo anche una visibilità a livello internazionale come ad esempio l’agenzia “Nuova Cina” che ha parlato compiutamente della protesta di Coldiretti. Ora, l’Organizzazione ha chiesto alle amministrazioni provinciali e locali l’approvazione di un ordine del giorno che evidenzi la necessità di dare attuazione alla legge sull’etichettatura e sulla rintracciabilità, a difesa delle eccellenze agroalimentari e del Made in Italy e le amministrazioni locali stanno rispondendo positivamente.
Un primo risultato è già stato ottenuto: la Commissione Europea ha approvato nel pomeriggio del 5 dicembre l’atto esecutivo del regolamento n 1169/2011 riguardante l’etichettatura delle carni fresche, refrigerate e con¬gelate suine, caprine, ovine e di pollame.

Dal 1° aprile 2015 sarà obbligatorio indicare sulle carni di tutta Europa il luogo dell’allevamento e della macellazione.
Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha commentato: “Abbiamo ottenuto un impegno importante del Go¬verno sui temi dell’etichettatura, del riorientamento delle risorse destinate all’agricoltura e sulla desecretazione dei dati sulle importazioni di prodotti agricoli”.
Migliaia di agricoltori e al¬levatori della Coldiretti hanno manifestato al Brennero, a Reggio Emilia e a Roma nell’ambito de “la battaglia di Natale: scegli l’Italia”, per difendere l’economia ed il lavoro delle campagne dal¬le importazioni di bassa qualità che varcano ogni giorno i con¬fini per essere spacciate come italiane.
La battaglia di Natale di Col¬diretti ha visto uniti al mondo agricolo consumatori e forze politiche. Uniche manifestazioni di contrarietà alle richieste di Coldiretti sono state quelle degli industriali delle aziende di trasformazione, che in barba a quanto vogliono i consuma¬tori, continuano a non volere l’etichettatura e l’indicazione dell’origine. Questo consente loro di continuare a spacciare per prodotti italiani anche quelli esteri.

Lo hanno manifestato in modo irruente, con una presa di posizione senza precedenti nei confronti di Coldiretti e del Ministro dell’Agricoltura Nunzia de Girolamo. L’offensiva di Confindustria e Federalimentare ha avuto un esito positivo per la batta¬glia di Coldiretti, riuscendo a far moltiplicare nei confronti dell’Organizzazione il moto di simpatia di una ulteriore par¬te dell’opinione pubblica e dei consumatori, generando un’impennata d’orgoglio di quanti credono nella battaglia di Col¬diretti.

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