Dopo la crisi turca la Russia interrompe le forniture di gas all’Ucraina

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Dopo la crisi turca la Russia interrompe le forniture di gas all’Ucraina

Dopo il grave incidente diplomatico scaturito dall’abbattimento del caccia turco, Mosca ha riaperto una nuova ferita diplomatica interrompendo le forniture di gas all’Ucraina, perché Kiev non avrebbe pagato in anticipo sulle consegne. Questo nuovo fatto potrebbe ‘creare seri rischi di interruzione delle forniture di gas russo verso l’Europa‘, come ha avuto modo di specificare il gruppo Gazprom.

Dalla Commissione europea, però, si getta acqua sul fuoco con Bruxelles che si è detta poco preoccupata sulla vicenda dei flussi di gas dalla Russia verso l’Ucraina dichiarando di ‘non avere ulteriori commenti da fare‘ a proposito, come ha detto anche un portavoce indicando che le riserve di gas di Kiev sono anche leggermente più piene (16,5 mld di metri cubi) dell’anno scorso con riferimento allo stesso periodo.

L’amministratore delegato della Gazprom Alexiei Miller, ha precisato che oggi è stato consegnato a Kiev tutto il metano già pagato e che non sono pervenute dall’Ucraina nuove richieste di forniture nonostante negli ultimi giorni fossero stati dati ‘avvertimenti’ sulla situazione.

Dura è stata la presa di posizione da parte dell’Ucraina con il primo ministro Arseni Iatseniouk che ha annunciato l’interdizione dello spazio aereo ucraino per tutti gli aerei russi: “Il governo ha deciso di vietare tutti i voli di compagnie aeree russe sullo spazio aereo ucraino“, ha annunciato in Consiglio dei Ministri.

Per decisione dello stesso governo, l’azienda ucraina Naftogaz, la società energetica statale ucraina, non acquisterà più gas russo, ritenuto troppo costoso: “Non sono loro che hanno interrotto le forniture di gas ma noi che le abbiamo fermate“. Il motivo principale, ha spiegato, è la differenza di prezzi tra il gas europeo e quello russo, con quelli europei “molto meglio”.

Si tratta di una ennesima puntata della ormai annosa disputa del gas tra Mosca e Kiev, che, tra l’altro si è arricchita anche di nuove trame con il sabotaggio di linee elettriche che ha lasciato al buio la penisola di Crimea annessa alla Russia nel marzo 2014. In estate l’erogazione di gas venne nuovamente interrotta per riprendere il 12 ottobre dopo l’accordo tra Gazprom e governo ucraino sul pagamento anticipato delle forniture.

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