Dopo la forte impennata dei prezzi dei cereali, l’Ucraina vieta le esportazioni di grano COMMENTA  

Dopo la forte impennata dei prezzi dei cereali, l’Ucraina vieta le esportazioni di grano COMMENTA  

Il Servizio economico regionale di Coldiretti rileva l’andamento del settore cerealicolo sui mercati internazionali. L’Ucraina ha vietato le esportazioni di grano a partire dalla metà di novembre: è la prima mossa da parte di uno dei maggiori produttori per limitare il commercio della commodity dalla forte impennata dei prezzi di questa estate. Già nel 2010 Russia e Ucraina imposero limiti alle esportazioni, dando il via a un forte aumento dei prezzi. Kiev ha reso noto il divieto agli operatori nei giorni scorsi, secondo alcune fonti che sono a conoscenza della decisione. Anche se il governo ucraino ha descritto la novità come un mutuo accordo con l’industria, gli operatori sostengono che si tratta di un vero e proprio divieto alle esportazioni.

In Gran Bretagna il raccolto di frumento peggiore degli ultimi 23 anni: il raccolto inglese di frumento è al livello minimo degli ultimi 23 anni, nonostante un leggero incremento dell’area destinata alla coltivazione. Il raccolto di frumento dovrebbe ammontare, quest’anno, a 13,31 milioni di tonnellate, in calo del 12,8%, rispetto ai 15,26 milioni di tonnellate della stagione precedente, dal momento che i rendimenti sono scesi ai livelli minimi dal 1989. Il raccolto è stato colpito, quest’anno, da avverse condizioni meteorologiche che, nel corso della primavera e dell’estate, hanno portato a più alti livelli di malattie, oltre a bassi livelli di luce durante il periodo della crescita dei cereali.

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