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Doro, Rise your fist: la recensione

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Doro, Rise your fist: la recensione

Era estate, la fine di luglio quando, abbiamo recensito il singolo che precedeva l’uscita del full length di Doro Pesch. In quell’occasione evitammo di sbilanciarci troppo in affrettati giudizi, senza nascondere comunque qualche perplessità, in attesa di Rise Your Fist. Che dire, un sospiro di sollievo lo abbiamo tirato dopo l’ascolto. Sebbene non ci troviamo in presenza di uno di quei lavori da avere a tutti i costi, Rise your fist si assesta su una piena sufficienza. Rise your fist è un onesto album di hard rock (forse più rock che hard). Punti deboli qui e lì si trovano, vedi “Freihet”. La sensazione è che Doro dia il meglio di sè quando spinge sull’acceleratore, vedi “Take no prisoners”, magari fin troppo classico brano heavy ma che fa comunque la sua bella figura oppure l’inno “Rock ‘till death”. Due gli ospiti per questo cd, Lemmy duetta con Doro nella ballad “It still hurts” e Gus G in “Grab the bull”. L’album si conclude con il tributo a R.

J. Dio “Hero”.

Doro
Raise Your Fist
Label: Nuclear Blast GmbH

Voto 6/10

Tracklist:
1. Raise Your Fist In The Air 3:47
2. Coldhearted Lover 3:35
3. Rock Till Death 3:02
4. It Still Hurts feat. Lemmy 4:09
5. Take No Prisoner 3:08
6. Grab The Bull (Last Man Standing) feat. Gus G 4:57
7. Engel 5:13
8. Freiheit (Human Rights) 3:44
9. Little Headbanger (Nackenbrecher) 3:14
10. Revenge 4:48
11. Free My Heart 5:09
12. Victory 3:11
13. Hero 4:04

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