I dottori siriani scrivono a Obama chiedendo di intervenire ad Aleppo

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I dottori siriani scrivono a Obama chiedendo di intervenire ad Aleppo

I dottori siriani scrivono a Obama chiedendo di intervenire ad Aleppo
I dottori siriani scrivono a Obama chiedendo di intervenire ad Aleppo

Alcuni dottori rimasti nella città siriana di Aleppo scrivono una lettera al Presidente Obama chiedendogli di intervenire per porre fine al massacro degli ospedali.

La loro petizione arriva quando la battaglia e la guerra continuano nonostante l’annuncio di un parziale cessate il fuoco da parte della Russia.

“Noi non vediamo nessun sforzo da parte degli Stati Uniti di porre fine all’assedio o anche usare la sua influenza per spingere le parti a proteggere i civili”, hanno scritto i dottori in una lettera. “La non azione da parte degli americani per proteggere i civili della Siria significa che la situazione critica sta per essere tollerata da coloro che sono nei corridoi del potere. L’onere di responsabilità per i crimini del governo siriano e l’alleanza russa devono essere condivisi da coloro, inclusi gli Stati Uniti, che permettono di continuare”.

I dottori hanno detto che nell’ultimo mese solo in Siria vi sono stati 42 attacchi negli ospedali e che un ospedale in Siria è attaccato ogni 17 ore. Due settimane fa, 4 bambini appena nati ansimavano per l’aria soffocata dopo che uno scoppio ha tagliato l’apporto di ossigeno alle loro incubatrici, secondo i medici.

“ In base a questi dati, i nostri servizi medici in Aleppo potrebbero essere completamente distrutti nel giro di un mese, lasciando 300,000 persone morte”, hanno svcritto i dottori.

I medici hanno anche spiegato che la cosa più dolorosa è dover scegliere chi far vivere e chi morire.

” I bambini più piccoli sono a volte portati in qualche reparto di emergenza in modo da dare la priorità a coloro che hanno maggiori chances o semplicemente non hanno gli strumenti per salvarli.

Non abbiamo bisogno di preghiere o di lacrime, abbiamo bisogno che agiate. Dacci l’esempio che sei amico dei siriani, non l’amico dei nostri assassini”, hanno scritto i medici siriani.

“Non ci aspettiamo una risposta. Vogliamo solo che questa lettera ti faccia capire la situazione di Aleppo dall’interno. L’idea era far capire alle persone esterne cosa sta accadendo ad Aleppo e renderli consapevoli della situazione”.

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