Draghi al Parlamento UE, ripresa lenta, ma più diffusa che in passato

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Draghi al Parlamento UE, ripresa lenta, ma più diffusa che in passato

Il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi è intervenuto ieri al Parlamento Europeo con un discorso molto prudente in merito alla situazione dell’economia del Vecchio Continente.

“La ripresa nell’Eurozona prosegue moderatamente” ha detto Draghi, evidenziando poi che “i rischi al ribasso da crescita e commercio globali sono chiaramente visibili”. “Finora” ha poi proseguito il presidente della Bce, “l’attività economica nella zona euro ha dimostrato un certo grado di resilienza verso le influenze esterne che tendono a indebolire la domanda. Mentre la domanda esterna è receduta, gli export dell’Eurozona sono aumentati. Il costo più basso dell’energia e la nostra politica monetaria stanno sostenendo i consumi e la creazione di nuovo capitale”, ma “mentre la ripresa gradualmente rafforzerà l’impulso del processo dell’inflazione, la protratta debolezza dell’economia degli anni scorsi continua a pesare sulla crescita nominale degli stipendi, e questo può moderare la pressione dei prezzi”.

“I segnali ci indicano che la ripresa migliora, continua, è lenta, ma è più forte e più diffusa che in passato” è la conclusione di Draghi, che ha aggiunto che questa crescita “avviene anche nei paesi sotto stress e ‘non core’, guidata da consumi e investimenti, un segnale positivo”.

“Il miglioramento dei mercati finanziari si sta trasferendo all’economia reale, il flusso del credito è migliorato negli ultimi 15 mesi, con effetti su crescita e consumi e mercato del lavoro”. “Il Quantitative Easing è stato efficace”, ma “per una normalizzazione dell’inflazione potrebbe servire più di quanto previsto a marzo (data delle precedenti misure varate dalla Bce, ndr), quindi all’incontro di dicembre riesamineremo le politiche monetarie”. “Se concluderemo che il nostro obiettivo di stabilità dei prezzi a medio termine è a rischio, agiremo usando tutti gli strumenti disponibili nel nostro mandato per assicurare che un appropriato livello di politica monetaria accomodante sia mantenuto”.

Come al solito, Mario Draghi ha usato prudenza, facendo spesso ricorso ad un linguaggio economico – finanziario piuttosto tecnico, ma non ha voluto nascondere il cauto ottimismo relativo allo stato dell’Eurozona, senza omettere di sottolineare, però, che buona parte del successo raggiunto dipende dalle misure varate proprio dall’istituto da lui presieduto, nonché dal “costo più basso dell’energia” e, si potrebbe aggiungere, delle materie prime.

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