Drawn to Death: console, prezzi, recensioni

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Drawn to Death: console, prezzi, recensioni

Drawn to Death
Drawn to Death. Irriverente quanto basta per garantire un sano divertimento.

Irriverente, volgare e dalla grafica spicciola. David Jaffe firma Drawn to Death che fa combattere e divertire allo stesso tempo.

Sembra quasi uscito da un quaderno di scuola di uno studente di qualche anno fa, ed infatti questo il motivo principale che ha spinto alla creazione di Drawn to Death, gioco di combattimenti che si svolge in terza persona dove l’irriverenza e la volgarità la fanno da padroni.

Console

Uscito il 4 aprile 2017 per i primi giorni sarà disponibile per PS4, ma nel giro di qualche giorno saranno pronte le versioni per tutte le principali console in commercio, come anche per PC con sistema operativo Windows e Mac. Si tratta di un gioco che non pretende di diventare un best seller, ma di un gioco che nasce allo scopo di divertire giocando, fornendo qua e là anche qualche piccolo spunto di riflessione.

Prezzi

Il prezzo di partenza per la versione base di Drawn to Death per PS4 è di soli 19,99 €, prezzo che conferma la volontà del creatore di non aspirare alla gloria assoluta per il suo nuovo gioco, ma di far in modo che molte persone abbiano la possibilità di provare questo modo diverso di giocare al combattimento ad un prezzo accessibile.

Sono però in cantiere versioni più ricche di contenuti speciali e gadget che saranno appannaggio di chi, sicuramente, griderà al mito non appena avrà passato i primi minuti di gioco; versioni che, a detta del distributore, si manterranno comunque su livelli bassi di prezzo, che si presume non supereranno la soglia di 39,99 €.

Caratteristiche di Drawn to Death

Innanzitutto la prima cosa che inevitabilmente salta all’occhio, quando si inizia a giocare a Drawn to Death è la grafica. Paradossalmente l’unica cosa a cui poterla paragonare sono i disegni sanguinari fatti sui quaderni di scuola durante le lezioni, da noi o dal nostro compagno di classe.

Le moderne tendenze in fatto di videogiochi vogliono grafiche sempre più realistiche, che si avvicinano più ai film che ai giochi, con definizioni ben al di sopra dell’Ultra HD spinto. Una volta compreso questo messaggio è conveniente, prima di iniziare a giocare con questo gioco, dimenticare tutto ed essere pronti a cominciare da capo un’avventura totalmente nuova.

I giocatori votati ai titoli di combattimento puro, vivranno un’esperienza talmente diversa da cui risulta veramente difficile non restare affascinati.

Ed a colpire è proprio la grafica, spicciola, disegnata nel senso proprio del termine. E’ a colori si, ma tirati lì come dei pastelli a cera usati da qualcuno poco pratico e sbavati qua e là al di fuori delle linee guida. Ma tutto questo, viene subito compreso, è maledettamente curato. E curare le imperfezioni tanto da farle sembrare naturali è difficile tanto quanto puntare alla definizione. E questo titolo riesce benissimo in questo intento.

L’irriverenza è un’altra delle chiavi di lettura importanti con cui affrontare l’esperienza di Drawn to Death, che unita alla volgarità più spicciola forma un mix travolgente che all’inizio potrebbe far storcere il naso ai più scettici ma che, poco dopo non solo conquista ma strappa qualche buona risata. E se riesce a far questo, un’altro intento di questo gioco è stato fatto salvo.

Ci si troverà magari pronti al combattimento ma bloccati nell’azione dai bisogni impellenti del personaggio scelto, che correrà a destra e manca in cerca di un angolino adatto alle sue necessità.

Combat System e Personaggi

Un elemento molto importante è l’unione di scenari crudi e impressionanti e personaggi che li hanno generati attraverso quelle che si possono definire forse le dotazioni e gli armamenti più improbabili da avere a disposizione.

Uno dei personaggi che sicuramente sarà tra i più giocati, l’avvenente Ninjaw, può scagliare contro i suoi nemici degli squali esplosivi. L’orsetto assassino Alan si nutre di lacrime di bambino per accrescere la sua forza. Johnny Savage, artista punk-rock colpisce attraverso i suoi riff di chitarra. Piccoli esempi che mettono in evidenza il criterio di assurdità utilizzato per la scelta in sede di programmazione, delle armi a disposizione.

Ogni personaggio possiede una sua specifica caratteristica che però è da un lato un suo punto di forza, dall’altro un punto vulnerabile; ogni personaggio sarà sempre a conoscenza della debolezza di un altro, in questa maniera si crea una sorta di effetto domino in cui, in poche parole, nessuno è al sicuro o si può ritenere più forte degli altri. Sarà necessario acquisire molta esperienza di gioco prima di padroneggiare con destrezza anche uno solo dei personaggi che animano questo innovativo gioco dalla grafica spicciola ma straordinariamente curata.

Gameplay

Il gameplay fornisce sin dai primi minuti di gioco un senso di ambientazione abbastanza elevato, dopo appena 30 minuti di gioco sembrerà già di giocarci da un’infinità di tempo e si ha immediatamente la sensazione di conoscere già il personaggio scelto.

E questo potrebbe essere il primo errore, quelle che potrebbero sembrare delle certezze possono essere smentite anche solo un minuto dopo, magari un già citato bisogno fisiologico impellente del personaggio scelto metterà in difficoltà nel bel mezzo di un combattimento, chi può dirlo?

In mezzo a tutto questo però bisogna rendersi conto che si tratta di un gioco ben studiato, che impone anche una certa applicazione per quello che riguarda lo studio delle mappe, non bisogna tralasciare questi importanti passaggi, aiuteranno notevolmente a capire le dinamiche di gioco in cui la sola forza ed equipaggiamento dei personaggi a volte non basta per passare al livello successivo.

Durata del gioco

Unico appunto che si potrebbe fare al bravissimo creatore di questo originale gioco d’azione, potrebbe essere riferito al numero dei personaggi, sono pochi e considerata la linearità della storia che ognuno di essi può interpretare, in questo senso il gioco potrebbe rivelarsi di scarsa durata totale.

Ma se è vero che poche sono le implicazioni morali dei personaggi di questo gioco e scarsa influenza hanno nelle dinamiche in generale, è anche vero che i pochi ‘attori protagonisti’ di Drawn to Death non hanno di certo vita facile dentro a questo gioco e prima di riuscire a comprendere la gestione del personaggio scelto saranno necessarie molte ore di gioco ed una discreta esperienza.

D’altronde lo stesso creatore ha affermato di aver creato un gioco che vuole innanzitutto far divertire, ma non ha detto che avrebbe reso per questo vita facile ai player.

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