Dries Mertens e la strana esultanza in Roma-Napoli. Ecco la spiegazione

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Dries Mertens e la strana esultanza in Roma-Napoli. Ecco la spiegazione

Dries Mertens e la strana esultanza in Roma-Napoli. Ecco la spiegazione
Dries Mertens e la strana esultanza in Roma-Napoli. Ecco la spiegazione

Mertens esulta in modo bizzarro dopo il primo gol della Roma contro il Napoli. Un gesto che ha una motivazione tanto semplice quanto nobile.

Sabato 4 marzo, all’Olimpico di Roma, è andata in scena Roma-Napoli, per la 27° giornata di Campionato. E al primo gol di Mertens, il giocatore si lancia in un gesto di esultazione piuttosto singolare. Un gesto che avrebbe potuto esser facile oggetto di polemica. Invece si scopre che dietro, invece, c’è una motivazione semplice ma soprattutto nobile. Subito dopo la rete, mertens si è spostato accanto alla bandierina e ha mimato un cane che fa la pipì. Alcuni (o, forse, molti) hanno questo atteggiamento come una provocazione nei confronti dei partenopei e avrebbero desiderato un cartellino giallo nei suoi confronti. Invece, come molte testate avevano ipotizzato, e come si può evincere dal tweet di Dries nel dopo gara, si trattava semplicemente di un’innocente dedica a Juliette, la cagnolina che ha adottato. Sono ormai anni che Dries Mertens dona parte del suo stipendio ai canili.

Il tipo di esultanza sembra non essere sfuggita a Fabio Caressa, il quale si è ricordato di averla già vista mettere in campo dal nigeriano Finidi ai Mondiali di Usa ’94 tenutisi a Danny.

Sky ha riportato la ragione per la quale si è deciso di non ammonire Mertens. I calciatori, infatti, hanno il diritto di festeggiare la rete, purchè tale esultanza non risulti eccessiva.

I festeggiamenti con coreografie non devono essere incoraggiati e, soprattutto, non devono causare eccessiva perdita di tempo. Uscire dal terreno di gioco per celebrare un gol non è un’infrazione passibile di ammonizione. I calciatori, però, devono ritornare in campo il più rapidamente possibile. Un calciatore, quindi, deve essere ammonito solo se si arrampica sulla recinzione, compie gesti provocatori o derisori, si copre la testa con una maschera, si toglie la maglia o, con essa, si copre il volto.

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