Due capolavori di Caravaggio a Malta

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Due capolavori di Caravaggio a Malta

Non tutti sanno che nella ridente capitale di Malta, La Valletta, si conservano due capolavori del grande Caravaggio (Milano, 29 settembre 1571 – Port’Ercole, 18 luglio 1610), meta ambita da tantissimi turisti che si recano in visita nella splendida isola situata nel Mediterraneo. L’artista giunse sulle coste maltesi nel 1607, accolto dai Cavalieri di San Giovanni, che gli offrirono aiuto in una fase estremamente delicata della sua. Il turbolento Michelangelo Merisi era stato infatti condannato a morte a Roma, in seguito ad una rissa mortale avvenuta l’anno precedente durante i festeggiamenti dell’anniversario dell’incoronazione di papa Paolo V. In quella circostanza l’artista colpì mortalmente Ranuccio da Terni, appartenente alla potente famiglia dei Tommasoni, nei confronti del quale il pittore era indebitato. In seguito alla disgrazia, Caravaggio chiese aiuto alla famiglia Colonna, rifugiandosi nei territori di loro proprietà, fino alla sentenza di condanna a morte del papa, che lo costrinse ad abbandonare il regno pontificio, rifugiandosi a Napoli, nel palazzo di don Marzio Colonna.

A Napoli ottenne varie commissioni grazie alla famiglia Colonna, che gli offrì un’ulteriore possibilità di salvezza: Fabrizio Colonna era stato nominato nel 1606 comandante della flotta dell’ordine dei Cavalieri di Malta, ordine religioso che accoglieva i giovani nobili più turbolenti, restituendo loro una sorta di immunità. Michelangelo giunse così a Malta la prima volta nel 1607 e poi vi tornò la primavera successiva. Il 14 luglio 1608 venne nominato cavaliere dell’ordine di San Giovanni iniziò a dipingere la grande pala della Decollazione di San Giovanni Battista, commissionata per il nuovo oratorio dei Cavalieri di Malta. La vita dell’artista sembrava aver raggiunto una certa stabilità, tra l’altro gli si prospettava la possibilità di chiedere la grazia al Papa, in quanto cavaliere dell’ordine maltese. Ad un certo punto la situazione degenerò, Michelangelo Merisi venne arrestato, questa volta proprio a Malta, nel forte di Sant’Angelo. Le cause non sono chiare, come non ci si spiega come l’artista sia potuto fuggire dal forte, giungendo poi a Siracusa.

Il pittore iniziò a vagare per Palermo, Messina, Napoli, fino a quando il papa finalmente gli concesse la grazia, ma Caravaggio morì a Port’Ercole nel tragitto per raggiungere Roma, a causa di un improvviso attacco di febbre. Molti sono i misteri relativi alla sua morte: perché l’artista per tornare a Roma, era giunto fino alla Toscana? Alcuni sostengono che si fosse recato in territorio sicuro, nell’attesa di ricevere buone notizie dal fronte pontificio.

La presenza dell’artista nel territorio ha lasciato una magnifica eredità artistica: nella cattedrale di San Giovanni a La Valletta sono custodite due tele attribuite al pittore: la splendida ed enorme tela della Decollazione di San Giovanni Battista e il piccolo dipinto di San Gerolamo. La prima tela occupa l’intera parete dell’oratorio, misura circa 361 x 520 cm, rappresenta il momento seguente la decollazione del santo, in un ambiente anonimo e notturno: si potrebbe trattare di una qualsiasi via cittadina, in cui l’unico lampo di luce inquadra l’evento drammatico.

L’altra opera conservata nell’oratorio della cattedrale è la piccola tela di San Gerolamo.

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