E.cat, la NASA ci crede e vuole investire nel suo sviluppo COMMENTA  

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Energia a basso costo e grande efficienza: inizia la battaglia

cold-fusion-calorimeter-nhe-diagramEnergia in grande quantità e a basso costo. E con tutti i requisiti in termini di sicurezza. E’ quanto promette la tecnologia alla base dell’E.Cat, messa a punto dagli italiani Andrea Rossi e Sergio Focardi. Un esempio delle cosiddette Lenr, acronimo dell’inglese Low Energy Nuclear Reaction o Reazioni Nucleari a Bassa Energia, basate sul principio della produzione di energia in maniera efficiente, molto efficiente. Molto più di quanto si riesca a fare oggi. Una chimera, per molti, ma evidentemente non più per l’agenzia spaziale a stelle e strisce.

L’E.Cat messo a punto dai due italiani è un’apparecchiatura per molti versi ancora misteriosa, proprio per la diffidenza con cui la comunità scientifica e industriale mondiale le ha sempre riservato: d’altronde, è normale che le grandi innovazioni partino con il vento contrario, anche i computer era ritenuto una macchina senza futuro, all’inizio…

Nel caso dell’E.Cat, siamo di fronte ad un (misterioso?) catalizzatore grazie al quale un nucleo di idrogeno verrebbe spinto a fondersi con un altro di nickel, formando rame. Semplice. Quasi voltiano. E forse proprio questa sua semplicità ha sempre tenuto lontane le grandi industrie ed i grandi laboratori. In tempi di crisi finanziari, evidentemente, anche la semplicità – che spesso fa rima con economicità – torna utile, e allora anche i grandi attori come la NASA cominciano a mettere soldi e risorse in queste ricerche.

Per tutti questi motivi, e per molti altri ancora, a livello globale la ricerca si sta spostando verso la fusione, metodologia molto più sicura, ma con un occhio e un’attenzione maggiori nei confronti della pura realtà, di quanto è possibile ottenere. Si punta a trovare tecniche e processi sempre più raffinati che limitino il quantitativo di energia necessario in ingresso, in modo da ottenere un rendimento energetico sempre più favorevole. Queste reazioni sono molto più dense in energia delle reazioni chimiche classiche (che coinvolgono gli elettroni degli atomi invece dei loro nuclei): si parla di un rapporto input-output che, a seconda della tecnologia a cui si fa riferimento, è da 4 mila a qualcosa come 8 milioni di volte più efficiente!

Economia ma anche rispetto dell’ambiente: due fattori che hanno tutta l’aria di essere decisivi nella battaglia per l’energia migliore. Potrebbero contribuire a “sostituire in modo totale i derivati del petrolio”, pensano alla NASA.

L’ente aerospaziale statunitense è già pronto a lanciare il primo step, ovvero completare i test di base della tecnologia entro questo anno. Per raggiungere questo obiettivo hanno messo in campo calibri come il Glenn Research Center, Langley Research Center e Marshall Space Flight Center.

In tutto questo che ruolo ha o potrebbe avere Andrea Rossi? Inizialmente alleati, l’inventore italiano e la NASA si troverebbero, adesso, a combattere una battaglia per guadagnarsi il primato sulla produzione di energia attraverso la fusione fredda e le Lenr. Rossi, dal Journal of Nuclear Physics, ha lanciato qualche frecciata nei confronti di chi non aveva creduto in lui e nella sua creazione. Rispondendo ad Albert Ellul, che si era complimentato con l’ingegnere disegnando anche un grande futuro per la sua invenzione dopo gli anni della diffidenza e perfino del discredito, Rossi ha detto che “La grande scienza adesso ha capito che l’E-Cat funziona, così ora sta cercando di copiare e rendere i brevetti superiori ai nostri”.

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L’ingegnere italiano non si darà per vinto, e punta verso un altro grande obiettivo, stavolta ben oltre la ‘semplice’ ricerca tecnologica. “Questa tecnologia – dice – deve essere popolare, avere un prezzo molto basso”. Altrimenti, la rivoluzione di cui tanto si è parlato per tutti uesti anni rimarrebbe solo una chiacchera tra scienziati. Perché, come diceva Henry Ford, fondatore dell’omonima casa automobilistica, “Si ha vero progresso solo quando va a vantaggio di tutti”. Per questo, Rossi lancia il suo grido di battaglia: “Non smetterò mai di crederci. Entro un anno cominceremo a consegnare milioni di pezzi da 50 dollari il kilowattora”.

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