E’ illecito per il datore di lavoro divulgare notizie sulla salute di un dipendente

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E’ illecito per il datore di lavoro divulgare notizie sulla salute di un dipendente


La Corte di Cassazione, in una recente sentenza, si è espressa condannando il comportamenteo di un datore di lavoro, un ente pubblico, che aveva reso nota, tramite affissione all’albo pretorio e senza che ciò rispondesse a un interesse pubblico, le condizioni di salute di un dipendente. Tale condotta lede il Dlgs. 196/2003, cioé le normative sulla privacy. La Cassazione ha così condannato il datore di lavoro a risarcire i danni morali subiti dal lavoratore.
In breve la vicenda si è così svolta. Il lavoratore aveva fatto richiesta al comune presso cui è dipendente, che venisse riconosciuto il legame tra una patologia insorta e la mansione lavorativa svolta, ma la richiesta venne respinta con affissione delle ragioni all’albo pretorio e riportando anche i dettagli della malattia, gli esami eseguiti e la diagnosi.
Per questa lesione della riservatezza il lavoratore si è rivolto al Tribunale per chiedere in giudizio la condanna dell’amministrazione al risarcimento dei danni non patrimoniali da lui patiti a seguito della divulgazione dei dati sensibili.

Quanto asserito dalla Cassazione è applicabile non solo nel rapporto di lavoro del settore pubblico, ma anche nell’ambito del rapporto di lavoro privato quando il datore di lavoro in modo analogo diffonda illecitamente dati sensibili coperti da riservatezza e le modalità della divulgazione possono semplificare la prova del danno per il dipendente.

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