E’ rottura tra Cgil e Governo sull’articolo 18

Economia

E’ rottura tra Cgil e Governo sull’articolo 18

Elsa Fornero
Elsa Fornero

Era ampiamente prevedibile, vista l’aria che tirava e alla fine ci si è arrivati: è scontro aperto tra Cgil e Governo sull’articolo 18. La nuova scrittura della regola, infatti, prevede che il reintegro è obbligatorio solo se il licenziamento è dovuto a motivi discriminatori. L’incontro conclusivo si terrà giovedì, ma la giornata di ieri è stato un chiaro spartiacque, che ha segnato la rottura aperta tra esecutivo e maggior sindacato italiano. Tanto che il Premier, ha voluto porre l’accento sul fatto che nessuno può arrogarsi diritto di veto e che alla riforma, così come è attualmente concepita, è contraria solo la Cgil. Lo stesso Monti ha fatto un accenno alla cultura consociativa che ha fatto danni immensi in passato e qui non si può che convenire. Se però l’alternativa al consociativismo passa dallo scalpo dell’articolo 18, la vera architrave dello Statuto dei Lavoratori, si capisce come per il PD diventi molto difficile appoggiare un governo che sinora non si è certo distinto per la difesa dei ceti meno abbienti.

Tanto da costringere la Camusso a rispondere a stretto giro di posta: “E’ una proposta squilibrata, che contrasteremo in ogni modo. Gli unici che subiscono il provvedimento sono i lavoratori”. E’ toccato ad Elsa Fornero illustrare i contenuti della riforma, soffermandosi su articolo 18 e contratto a tempo indeterminato, che a detta del Governo diverrà quello dominante. Naturalmente, nell’esecutivo non si nasconde la preoccupazione per quello che può diventare un problema politico, la rottura con la Cgil, soprattutto per le ricadute all’interno del PD. Dopo la conferenza stampa di Monti e la rottura con la Cgil, il segretario del Pd, Bersani, ha affermato: “Ora dovrà pronunciarsi il Parlamento”. E se il vicesegretario Enrico Letta, che fa parte del gruppo filomontiano del Pd, afferma che il partito lavorerà fino alla fine per soluzioni più condivise, e il voto favorevole, pur con tanti distinguo, non può essere messo in discussione, bisognerà vedere l’ala laburista rappresentata da Fassina ed altri, cosa deciderà di fare.

La palla, insomma, passa al PD e rischia di essere avvelenata per quello che sembrava l’alleato più fedele di Monti.

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